Tratta di donne e prostituzione

Sto leggendo il libro di Anne Smith “Memorie di una prostituta” che narra la storia di una donna  brasiliana emigrata in Spagna per lavorare come prostituta, spinta dalla povertà. Nel libro viene descritta una sorta di tratta di donne dai paesi del Terzo Mondo verso quelli del Primo Mondo. E proprio i governi del Primo Mondo che tanto si definiscono all’avanguardia non sono in grado o forse non hanno intenzione né interesse a tutelare lo sfruttamento di migliaia di donne che ogni anno giungono nei Paesi ricchi per guadagnare e dare ai figli lontani una vita migliore. Invece vengono picchiate, violentate, umiliate, imprigionate. O forse gli uomini di governo considerano queste donne solo quando vanno a far loro visita nei night club o nei bordelli di lusso o quando organizzano feste nelle loro ville. Trovo vergognoso questo aspetto delle nostre società e mi chiedo: per quanto tempo ancora potremo ignorare quelle fasce di persone che soffrono e vengono sfruttate quando per loro si tratta di lavoro mentre per noi – inteso come chi ne usufruisce – puro divertimento?

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