Quali dovrebbero essere secondo voi i compiti di uno scrittore?

Mi spiego meglio.

Uno scrittore scrive storie che piacciono ai suoi lettori, giusto? Preferibilmente capaci di emozionare e lasciare un segno. Io vi chiedo dunque: oltre questo dovrebbe anche lanciare dei messaggi tra le righe, proprio attraverso il potente mezzo che ha tra le mani? Oppure, dovrebbe tramandare la memoria del passato? O far emergere nuove idee e speranze per il futuro? Cosa ne pensate?

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16 Pensieri su &Idquo;Quali dovrebbero essere secondo voi i compiti di uno scrittore?

  1. Penso che in realtà tutte queste regole non dovrebbero esistere. Sono sempre stato del parere che chi scrive lo debba fare principalmente per se stesso, per provare a moltiplicarsi e fare in modo che i lettori un po’ si riconoscano nei personaggi o nella trama. Nella naturalezza e spontaneità del nero su bianco certo, si possono rilasciare dei messaggi tra le righe che in qualche modo facciano da specchio per quanti vi si trovano di fronte, ma non deve tutto questo diventare una regola. Parere del tutto personale.

    • interessante la tua visione “egoistica” dell’argomento e non la trovo sbagliata. è naturale che ogni scrittore provi diletto o addirittura pace, soddisfazione, mentre scrive e quindi la cosa è molto personale. del resto è giusto anche in questo modo crescere come artista. certo è che regole non ce ne sono, ogni scrittore deve far ciò che si sente perchè le cose forzate non vengono mai fuori bene.

  2. Forse nessuno. La moralità? L’onesta? L’essere probi, amare gli umili, fare beneficenza, scrivere bene boh. Proust ha scritto pagine toccanti e deliziose ma la notte frequentava i peggiori bordelli per omosessuali di Parigi. PP Pasolini uomo impegnato, buono e mite la notte si perdeva nella Roma più povera e depravata. Celine bestemmia Dio in Viaggio al termine della notte ma tira fuori un romanzo senza tempo partendo dalle sue non-letture. E’ banale dire che non esistono regole? Se oggi un novello Proust si presentasse da un editore con i suoi foglietti appiccicati con la colla (da Celeste la sua fidata governante) verrebbe a) Pubblicato b)Cacciato a calci nel sedere?
    Ciao
    Fabrizio

    • Hai ragione Fabrizio regole precise non ce ne sono. Ed è vero che si possono scrivere certe cose e poi condurre tutt’altra vita, della serie “predica bene e razzola male” ma, in ogni caso, non bisogna dimenticare gli effetti che la letteratura può avere sulle persone. Basti pensare all’ultimo orribile fenomeno di Cinquanta Sfumature. Cosa comunica quello? Secondo me potrebbe addirittura aizzare violenza nei confronti delle donne o che, esse stesse, spinte dal “fascino” di certe condotte potrebbero gettarvisi in pasto. Per quanto riguarda un novello Proust… chi può dirlo? Certo è che in Italia l’editoria non funziona come dovrebbe.

      • “Orribile fenomeno”, concordo in pieno. A volte però sono polemico senza volerlo e me ne scuso. L’editoria di oggi penso che sia figlia della televisione di oggi per cui…siamo messi male. ciao
        Fabrizio

      • Per quanto riguarda quel “romanzo” l’ho recensito nella mia rubrica su Itodei. Non c’è di cui scusarti, la polemica fa bene quando attacca con diplomazia e raziocinio 😉 e per l’editoria… è vero, stiamo messi male 😦

  3. Non penso che uno scrittore abbia dei “compiti” particolari, a parte quello di fornire ai propri lettori qualcosa che loro possano apprezzare. Ma come ogni scrittore scrive cose particolari, e qualcuno avrà un “messaggio” da trasmettere al mondo e qualche altro vorrà solo far piangere, o ridere, o pensare, o sperimentare nuove strade, così vi saranno lettori che vorranno solo avere messaggi su cui riflettere, o vorranno ridere o piangere senza ulteriori problemi, o apprezzeranno la sperimentazione o vorranno altre cose. E’ per questo che esistono così tanti generi letterari, ed è per questo che la letteratura è ampia e variegata.

  4. Lo scrittore” non predica bene e razzola male” se è uno Scrittore non si nasconde mai anche le poesie ermetiche di Rimbaud rivelano la sua natura. Un poeta o uno scrittore non nasce dal nulla ma segue ferree regole. La vera letteratura nasce dal sudore non dalla “acclamazione del pubblico” oggi purtroppo affascinato da storie superficiali con trame scontate e costrutti elementari che hanno come fine una lettura veloce che colpisce solo la sfera emozionale del lettore. Penso allora a Bufalino grande scrittore siciliano dalla scrittura non certo semplice e dai contenuti difficili è poco noto chi sa perché!!!

    • Purtroppo negli ultimi tempi c’è questa tendenza… e certo è che non fa bene. Dunque ogni scrittore nel suo piccolo si comporterà e scriverà come riterrà opportuno, in modo che pure pochi apprezzeranno il suo lavoro.

  5. Può sembrare egoistico, quasi crudele ma, a mio parere, si scrive principalmente per se stessi. E’ un bisogno che nasce da dentro cui è difficile dare delle regole
    .Secondo me tutti o quasi tutti gli scritti nascondono un messaggio tra le righe o una morale, dipende comunque da come vengono recepiti certi emozioni o da chi legge. Per quanto riguarda la morale, non credo che un buon scrittore si ponga tale problema: il bello della morale è che ognuno ha la propria.
    Il compito di uno scrittore, sempre secondo me, è estraniarsi da ciò che ci circonda diventando corpo a corpo con la nostra creatura, creando una sorta di pioggia di emozioni, le nostre, senza preoccuparsi di chi li recepisce.

    • Sì, come evidenziava Luca nel suo commento, c’è anche – ed è giusto che ci sia – questa componente “egoistica” poichè altrimenti gli scritti sarebbero privi di vita. Poi ognuno decide se affrontare tematiche particolari o soltanto ciò che gli vien fuori in quel momento.

  6. io penso che la scrittura, soprattutto di un romanzo, non debba essere troppo artificiosa, perchè già quando si sforza di essere il più asettici possibili comunque traspare lo scopo e l’intenzione di ciascuno.
    Tuttavia la memoria storica la reputo importante come pure il volgersi al futuro che è di ogni psiche normale e che oggi può per esempio concretizzarsi in formazione e orientamento, ma sono tutte cose da affrontare da parte, temi a sè, ben venga poi se si riesce a inserire senza appesantire una frase ad hoc ad un certo punto della trama, ma vista dalla parte del lettore non deve essere isolata altrimenti il lettore lo nota …

    • Questo è vero Emanuele, poichè se si cerca di dare insegnamenti – con quale presunzione poi – espliciti il lettore certo lo nota e potrebbe non gradire. Difatti se avesse voglia solo di leggere teorie e simili, si dedicherebbe alla lettura di un saggio.

  7. Prima di tutto uno scrittore deve sentirsi libero di scrivere ciò che vuole, ovviamente senza offendere o ledere i diritti altrui, quindi, può spaziare da un racconto semplice, giusto per far distrarre il lettore dalla vita di tutti i giorni o qualcosa di più impegnativo e istruttivo. Dobbiamo però ricordare che spesso, se non nella maggior parte dei casi, chi legge vuole per un po’ evadere dai suoi problemi e da quelli della propria società, quindi, bisogna comunque velare certi insegnamenti o messaggi senza appesantire troppo il testo. Poi è normale, deve emozionare. Di conseguenza uno scrittore scrive per far viaggiare le persone.

    • Approvo particolarmente l’ultima frase, brava! Leggere è un modo per volare lontano in un batter di ciglia e questo sicuramente non deve mancare.

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