La lettura, piacere malinconico e sibillino

Quando ci si stacca dalle pagine di un libro si ha la strana – ma piacevole – sensazione di essere appena tornati da un lungo viaggio, in cui il ritorno è stato troppo repentino e le atmosfere lasciate suscitano un moto di malinconia. E che dire di quei personaggi immaginari – ma che vivono palpitanti e reali in un romanzo – di cui si avverte la mancanza nella vita vera e a cui si continua a pensare anche lontano dalle pagine?
Ebbene, se uno scrittore riesce a farvi avvertire queste sensazioni o anche solo una di esse, direi che è un bravo scrittore. Lì sta il suo talento, connivente della magia che sono capaci di scatenare lettere d’inchiostro su carta bianca.

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