Simpatica riflessione del weekend

noeapovverolaprimagiornatanazionalecontroleditoriaapagamento_01

E brulicano quelle “case editrici” – forse sarebbe meglio chiamarle tipografie – che affermano che un contributo iniziale dell’autore – così, giusto per dire… duemila euro – è assolutamente necessario all’avvio della pubblicazione. Perché certo, quale editore serio assumerebbe dei rischi? Semplice, tutti gli editori dovrebbero. Altrimenti dove sta il loro rischio d’impresa?
Va be’, ma tranquilli, perché dopo aver incassato il modesto contributo renderanno il libro famoso. Come? I misteri della vita.
Ma no, non pensate a male. Loro si impegneranno nella promozione, nella distribuzione, come da contratto. Però dimenticano di specificare in quale universo parallelo.

Annunci

9 Pensieri su &Idquo;Simpatica riflessione del weekend

  1. Concordo! 🙂 Prima però intortano per bene l’autore di turno facendolo sentire lusingato di essere un promettente Pirandello in erba e con simili paragoni chi non pagherebbe una “sì modesta cifretta”? Ci hanno provato anche con me ma gli è andata male! 🙂

    • L’assenza totale di distribuzione è consequenziale all’assenza totale di rischio d’impresa. L’editore non ha alcun vantaggio a distribuire, avendo già guadagnato dal tuo contributo. Non solo, ma potendo guadagnare senza distribuire: 1) non ti darà mai un giudizio costruttivo sulla tua opera; 2) non evidenzierà mai i fattori che potrebbero migliorare il suo appeal al fine del mercato; 3) non eleborerà mai una promozione efficiente, perchè passerà al prossimo “pollo” da spennare.
      Un consiglio spassionato è quello di prendere in considerazione soltanto gli editori che guadagnano in percentuale delle vendite e semmai ricorrono alla “promozione dal basso” per limitare il peso economico del rischio d’impresa – come Ad Est dell’Equatore, ad esempio. Oppure di produrre inizialmente solo in ebook, ma cercare di tenersi i diritti per un eventuale editore VERO, qualora la propria opera risultasse interessante dal punto di vista editoriale.
      Altra cosa: un bel libro, o anche un ottimo libro, non è necessariamente un libro spedibile per un editore. Quindi non serve offendersi in caso di rifiuto, semmai studiare il potenziale di nicchia della propria opera e fare un piano di promozione ad hoc.

      • Andrea i tuoi interventi sono sempre precisi e completi, hai ragione su tutta la linea. questi “editori” non fanno proprio niente di più di una tipografia. A questo punto è meglio tenersi per sé ogni diritto – alcuni EAP addirittura fanno contratti lunghi 10 anni! – e autogestirsi.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...