Shopping con Jane Austen – Laurie Viera Rigler

Chi mi segue su Facebook avrà forse letto delle mie disavventure con il chick lit. Nonostante sia un genere molto in voga in questo periodo, a me risulta avverso, difficile da leggere poiché lo trovo quasi insignificante, ripetitivo, inverosimile e a volte melenso. Tuttavia, giacché non sono contenta se non sfido continuamente le mie convinzioni, ho cercato di portare a termine la lettura di qualcosa – oltre a diversi chick lit “puri” che proprio non mi sono andati giù e ho abbandonato senza troppi sensi di colpa – sulla stessa linea, ma con delle varianti più o meno significative.

SHOPPING CON JANE AUSTEN

Laurie Viera Rigler

Sperling & Kupfer

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Trama

Courtney Stone vive a Los Angeles, ha un fidanzato con cui sta finalmente per convolare a nozze ed è un’incallita lettrice di Jane Austen. Quando sorprende il suo promesso sposo con un’altra, l’unica cura al suo dolore sono la vodka ghiacciata e una copia di “Orgoglio e pregiudizio”, che inizia a rileggere prima di sprofondare in un sonno consolatore. Al risveglio è a dir poco disorientata: non si trova più nel suo appartamento del Ventunesimo secolo, e neppure nel suo corpo, ma nella sontuosa stanza di una magione inglese e nei panni di una signorina dell’era della Reggenza. A dispetto di ogni spiegazione logica, Courtney non solo è intrappolata nella vita di un’altra donna, ma è costretta a fingere di essere davvero lei, e a fare i conti con una realtà ben diversa da quella cui è abituata. Neppure il folle amore per Jane Austen l’ha preparata ai vasi da notte e alle luride locande dell’Inghilterra del Diciannovesimo secolo, per non parlare della realtà di essere una single alle prese con accompagnatori soffocanti, seduttori sprovvisti di preservativo e commenti malevoli sulla sua condizione di zitella. Ma Courtney scopre però che la nuova identità ha anche dei vantaggi e incomincia ad apprezzare le “passeggiate nel boschetto” e le sale da tè, le feste da ballo e i pomeriggi di “shopping” dal sarto. Quando poi entra in scena l’enigmatico Mr. Edgeworth, tanto simile al Mr. Darcy della sua eroina Elizabeth, le cose si fanno proprio interessanti…

L’autrice

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Laurie Viera Rigler, quando non è impegnata nella rilettura di uno dei sei romanzi di Jane Austen, è un’editor freelance e insegna scrittura creativa, tenendo cicli di lezioni anche da Vroman’s, la più grande e antica libreria indipendente della California meridionale. Vive a Los Angeles ed è membro della Jane Austen Society of North America.

La mia opinione

Ribadendo le premesse dell’introduzione all’articolo, questo genere di romanzi non mi è proprio congeniale. Ciò che mi ha incuriosita e indotta a dare una possibilità a Shopping con Jane Austen è stato il viaggio nel tempo della protagonista che si ritrova nell’epoca di Jane Austen. In alcuni passaggi è stato divertente leggere i pensieri di una donna moderna di fronte a una società così diversa dalla nostra, tuttavia la ricostruzione storica – prerogativa che come avrete capito influisce molto sull’opinione che mi faccio di un romanzo – risulta assai superficiale e distratta, appena accennata, del tipo che non richiede nessuna consultazione storica ma ispirata semplicemente a qualche scena di film. La storia presenta numerose analogie con i romanzi della Austen e, anche se la cosa è certamente voluta, si dimostra a volte ridicola e a mio avviso tradisce la poca originalità dell’autrice. Si tratta in definitiva di un libricino leggero, che si legge in un pomeriggio. Un romanzo senza pretese, non orribile ma nemmeno bello, con un finale che da l’impressione di aver letto un libro scritto a metà. Che poi sia diventato un super bestseller secondo me è legato certamente al fascino che il collegamento con la Austen esercita sui suoi ammiratori e, per dirla tutta, la trovo proprio una subdola manovra commerciale.

Valutazione:

3

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