Il segreto del libro proibito – Karen Marie Moning

Ciao amici,

da voi è arrivato l’autunno vero e proprio? Finalmente!

E non c’è niente di meglio che dedicarsi alla lettura. Ogni tanto leggo libri un po’ più “leggeri” ed è il caso del libro di cui vi parlo oggi.

IL SEGRETO DEL LIBRO PROIBITO (FEVER)

Karen Marie Moning

Leggereditore

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Trama

Un libro proibito che viene dal passato. Una libreria, la porta verso un’altra verità. Un libraio misterioso e le sue ombre. Una donna e un destino legato a quello dell’umanità… Quando la sorella viene uccisa, Mac Lane è costretta a mettere in dubbio la sua stessa identità. Con un solo indizio, la ragazza parte per l’Irlanda, decisa a vederci chiaro. Da subito comprende che non si tratta di un semplice omicidio. Chi era realmente sua sorella? E perché ha provato a decifrare l’antichissimo Sinsar Dubh?

L’autrice

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Karen Marie Moning è una scrittrice americana, nata in Ohio. Dopo aver esercitato per anni la professione di medico legale, ha deciso di intraprendere la carriera dei suoi sogni: quella di scrittrice. Quattro manoscritti dopo, senza contare le decine di lavori part-time, Highlander: amori nel tempo è stato pubblicato da Bantam ed è stato nominato a due RITA Award. La sua fortunata serie sugli Highlander ha scalato le classifiche più prestigiose: New York Times, Usa Today, Publishers Weekly. I suoi romanzi hanno ricevuto diversi riconoscimenti ufficiali e sono stati pubblicati in numerosi paesi, fra i quali Germania, Francia, Inghilterra, Spagna.

Recensione

Ci troviamo davanti a un libro che non è collocabile in un genere netto e definito, ma che tuttavia riesce a mescolare in maniera soddisfacente i tratti principali dell’urban fantasy, del paranormal romance e del thriller.

La protagonista all’inizio è così frivola e superficiale che sono stata tentata di abbandonare la lettura. Tuttavia nel corso delle vicende matura un poco e acquista qualche buona qualità che la rende meno antipatica.

Alcune parti del testo sono troppo descrittive e lente, noiose, mentre altre coinvolgenti.

Uno dei pregi principali è lo stile dell’autrice: ironico e pungente, fa scappare più di una risata.

Al termine del libro ci ritroviamo con più domande che risposte, il che costringe a leggere il seguito.

In definitiva una lettura leggera ideale per accompagnare qualche pomeriggio di relax.

Valutazione:

4

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4° tappa Halloween Witch Tour – Stryx di Connie Furnari

Cari followers, eccomi qui oggi con un evento particolare ossia la quarta tappa di un blog tour dedicato a un libro da leggere in questo periodo: Stryx – Il marchio della strega di Connie Furnari che ho recensito qui.

Stryx Witch Tour banner

In questa tappa parleremo di come contattare gli spiriti tramite la tavola Ouija e riconoscerli. Premesso che sono una persona molto razionale – anzi, piuttosto fissata con la scienza – devo dire che comunque i fantasmi mi affascinano da sempre, forse perché li considero non solo il frutto di paure o leggende ma entità di una dimensione diversa dalla nostra. Detto ciò debbo però ammettere di non essere molto coraggiosa in questo senso – come invece lo sarei facendo paracadutismo – e non mi sognerei mai di provare a evocare qualche spirito. Ad ogni modo, vediamo come funziona la tavola Ouija e se qualcuno di voi l’ha già utilizzata, è invitato a condividere la propria esperienza.

Evocare i fantasmi con la tavola Ouija

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Esempio di tavola Ouija.

La tavola Ouija è uno strumento che viene usato per mettersi in contatto con i defunti. È una tavola sulla quale sono disegnate lettere, numeri e parole; una tavoletta triangolare sostenuta da due rotelle dovrebbe muoversi da sola sulla tavola, formando un messaggio, quando le dita di una persona sono leggermente poggiate.

I sostenitori del paranormale utilizzano la tavola Ouija come strumento di canalizzazione e sono sicuri che i messaggi che ricevono dagli spiriti siano veri.

Le regole guida per chi intende usare la tavola Ouija sono:

  1. Non usare mai la tavola Ouija da soli, o in un posto in cui si crede che gli spiriti si possano riunire, come cimiteri, luoghi infestati e posti in cui si sono consumate tragedie.
  2. Per proteggersi, visualizzare attorno al proprio corpo una luce bianca.
  3. Trattare sempre gli spiriti evocati con cortesia e rispetto.
  4. Non permettere agli spiriti di contare i numeri o l’alfabeto in senso decrescente, se completano la sequenza riusciranno a sfuggire dalla tavola.
  5. Se la placchetta triangolare indica ripetutamente il numero 8, vuol dire che è controllata da uno spirito malvagio.
  6. Il solo modo per proteggersi, nel caso uno spirito malvagio dovesse infestare la tavola, è usare la placchetta capovolta.
  7. Non cercare di distruggere una tavola Ouija bruciandola: si dice che essa urlerà e chiunque senta quel grido morirà entro 36 ore…
  8. Non esporre mai domande riguardo a Dio.
  9. Non chiedere mai in quale giorno o in che modo si morirà.

 

Esempio di tavola Ouija.

Esempio di tavola Ouija.

Ci sono varie testimonianze di persone che affermano di aver ricevuto dalla tavola Ouija delle informazioni che poi si sono rivelate vere. Ma è possibile che in alcuni casi il messaggio comunicato derivi dagli impercettibili movimenti delle dita, influenzati dal subconscio delle persone che la utilizzano.

La tavola Ouija venne inventata nel 1890 da E. C. Reiche, Elijah Bond e Charles Kennard. Il progetto fu migliorato in seguito da William Fuld che la chiamò “Ouija”, dalle parole francesi e tedesche per “sì”: “oui” e “ja”.

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Elijah Bond.

 

 

Elijah Bond's Patents & Trademarks Patented February 10th 1891

Riconoscere uno spettro dalla sua aura

L’energia del nostro spirito è collegata a un’energia universale, e si manifesta come un’aura di luce che assume diversi colori, a seconda dello stato d’animo e del benessere di una persona.

Un esercizio da provare è concentrarsi a occhi chiusi davanti a un muro completamente bianco e, quando si è raggiunto il completo rilassamento, osservare la propria ombra proiettata: con attenzione si potrà notare una lieve sfumatura di colore.

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Ecco i colori dell’aura:

BIANCO: limpidezza e protezione.

GRIGIO: tristezza, ristrettezza mentale.

MARRONE: attività fisica, ma anche conformismo alla società.

ROSSO: forza e vitalità, ma anche materialismo e collera.

ROSA: fedeltà, amore puro.

ARANCIONE: espansività, ottimismo, guarigione.

GIALLO: libertà mentale, idee, capacità di interagire con gli altri.

VERDE: gioia di vivere, consapevolezza di sé, ma anche egocentrismo.

AZZURRO: dinamismo ed energia.

BLU: energia positiva, creatività e tranquillità.

VIOLA: capacità psichiche, spiritualismo.

NERO: depressione, negatività, odio.

Estratto da Stryx – Il marchio della Strega

 

stryx-il marchio della strega

Le due sorelle si fermarono davanti a una chiesa in stile europeo; la pietra grigia la faceva somigliare a un mausoleo e dalle finestre filtrava la traballante luce di poche candele.

Il portone era aperto ma non c’era nessuno dentro, neppure il parroco o qualche fedele insonne che pregava per i suoi peccati.

«Sei sicura che sia proprio questo il posto?» chiese Sarah con evidente incredulità, e si fermò all’inizio della navata, sotto la grande porta di legno spalancata.

Guardò alla sua destra e vide un capiente vaso di marmo, pieno d’acqua benedetta. Si esaminò la mano, poi con occhi spenti la poggiò sul pelo dell’acqua immergendo solo il palmo; l’acqua benedetta iniziò a bollire e del fumo bianco evaporò dalle sue dita.

«Non è il momento di giocare all’esorcista» la rimproverò Susan e avanzò lungo la navata. Raggiunse il centro esatto, volse il viso verso l’alto e urlò «Rivelati.»

Lui apparve, proprio davanti al pulpito, col suo cappotto nero sopra il completo gessato e la cravatta perfettamente annodata. Era affascinante e seducente.

In tutti quei secoli non era cambiato, il suo viso era uguale a quando, in quel pomeriggio di primavera del 1685, l’avevano visto nel bosco mentre raccoglievano la legna. Con il passare delle epoche aveva modificato abbigliamento per confondersi tra la gente, ma loro lo avrebbero riconosciuto anche tra mille persone vestite allo stesso modo.

L’odore che emanava era talmente pungente da far venire il voltastomaco. Un odore di perversità, distruzione e tenebra. I suoi occhi erano ancora due pozzi neri senza fondo, che inghiottivano chiunque lo fissasse più del dovuto.

«Sei qui per tenere sotto controllo la concorrenza?» Sarah rise, cercando di fare la spiritosa ma sapeva che lui la conosceva talmente bene da non abboccare.

Link utili

 

Il primo capitolo di Stryx è scaricabile gratuitamente sul sito dell’autrice, assieme a molti altri racconti urban fantasy: www.conniefurnari.blogspot.it

Il romanzo completo è disponibile:

Buon Halloween a tutti!

 

 

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