Il sangue nero dei Romanov – Dora Levy Mossanen

Salve amici, come va?

Vi parlo della mia ultima lettura e colgo l’occasione per augurare a tutti buona Pasqua.

 

 

IL SANGUE NERO DEI ROMANOV

Dora Levy Mossanen

Newton Compton

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Trama

Darja ha 104 anni ed è ancora una donna bellissima e dal fascino misterioso. Vive in un antico e fatiscente palazzo e intorno a lei svolazza sempre un nugolo di farfalle. Nessuno sa con certezza chi sia in realtà: l’unico indizio relativo al suo passato è un preziosissimo ciondolo, un uovo Fabergé tempestato di diamanti e pietre preziose da cui non si separa mai. Ha dei poteri soprannaturali e racconta di essere stata la tutrice del piccolo Aleksej, l’erede al trono dei Romanov. È passato quasi un secolo da quando la Rivoluzione ha annegato nel sangue il fasto e la ricchezza degli zar: i membri della famiglia reale sono stati uccisi, il loro nome dannato, i simboli del potere distrutti, eppure pare che Aleksej sia scampato all’eccidio… Darja non lo ha mai dimenticato e quando riceve una convocazione urgente da parte dell’Associazione della nobiltà russa le sue speranze riprendono corpo… “Il sangue nero dei Romanov” è una storia densa di magia e di avventura, amore e speranza, in cui rivive l’atmosfera lussureggiante di una corte opulenta e ricca di meraviglie, ma destinata a un inevitabile tramonto.

L’autrice

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Dora Levy Mossanen è nata in Israele e si è trasferita in Iran quando aveva nove anni. All’inizio della rivoluzione islamica, la sua famiglia fu costretta a lasciare l’Iran. Si stabilì a Los Angeles. Ha conseguito una laurea in Letteratura Inglese presso la University of California Los Angeles e un Master di Laurea scrittura professionale presso la University of Southern California. La Mossanen è autrice di numerosi bestseller tradotti in varie lingue. Scrive per l’ Huffington Post e per il Jewish Journal.

Recensione

Era da un po’ che non leggevo di storie sulla Russia dei primi del Novecento, ambientazione che ho sempre adorato, perciò questo libro ha incontrato da subito il mio favore. La protagonista del romanzo, Darja, è tra l’altro un personaggio particolare, una sorta di veggente e guaritrice che svolge un ruolo importante alla corte degli zar. Le vicende degli imperatori di Russia sono narrate in chiave affettiva, quindi molto di parte, da Darja; per gran parte della narrazione combaciano con ciò che ho letto in altri romanzi con la stessa ambientazione. Fulcro dell’intera vicenda è lo zarevič Aleksej Romanov, malato di emofilia.

Le atmosfere della corte imperiale sono descritte con dovizia di particolari e talvolta anche in maniera un po’ lenta, tuttavia interessante risulta il contrasto tra l’inizio del Novecento e gli anni Novanta dello stesso secolo in cui ritroviamo Darja ormai centenaria. Un romanzo che non eccelle ma non delude, una pellicola che mostra un mondo che non c’è più, una visione filtrata da una veggente che vede tutto color rosso sangue.

Valutazione:

3

Approfondimenti

Romanov

Dinastia che regnò in Russia dal 1613 fino alla Rivoluzione russa del 1917. I Romanov erano discendenti di un aristocratico moscovita la cui figlia, Anastasia Romanovna, sposò lo zar Ivan IV il Terribile. Michele III (1613-1645) fu il primo dei Romanov ad ascendere al trono di Russia. Gli succedettero Alessio I (1645-1676), Teodoro III (1676-1682), Pietro il Grande (1682-1725), Caterina I (1725-1727), Pietro II (1727-1730), Anna Ivanovna (1730-1740), Ivan VI (1740-1741), Elisabetta (1741-1762), Pietro III (1762), Caterina la Grande (1762-1796), Paolo I (1796-1801), Alessandro I (1801-1825), Nicola I (1825-1855), Alessandro II (1855-1881), Alessandro III (1881-1894) e Nicola II (1894-1917).

Salito al trono durante la guerra di Crimea, lo zar Alessandro II firmò il trattato di Parigi (1856) che pose fine al conflitto e si impegnò in una serie di riforme volte a modernizzare il paese. La più importante fu l'abolizione della servitù della gleba, nel 1861.

Salito al trono durante la guerra di Crimea, lo zar Alessandro II firmò il trattato di Parigi (1856) che pose fine al conflitto e si impegnò in una serie di riforme volte a modernizzare il paese. La più importante fu l’abolizione della servitù della gleba, nel 1861.

 

Nicola II Romanov

Nicola II Romanov (Zarskoje Selo, oggi Puškin 1868 – Jekaterinburg 1918) fu l’ultimo zar di Russia (1894-1917); fu deposto durante la Rivoluzione russa del 1917.

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L’ASCESA AL TRONO

Primogenito dello zar Alessandro III, gli succedette sul trono di Russia lo stesso anno in cui sposò Alice d’Assia, principessa tedesca che prese il nome di Alessandra quando si convertì al cristianesimo ortodosso; cercò di continuare la politica assolutista paterna, ma le mutate condizioni storiche lo costrinsero a fronteggiare una situazione molto più drammatica, e Nicola si rivelò incapace di dominare gli eventi.

Favorevole al mantenimento della pace fra le potenze europee, si fece promotore delle due conferenze dell’Aia (1899 e 1907) che istituirono la Corte permanente d’arbitrato per la soluzione pacifica dei conflitti internazionali. Ciò, tuttavia, non impedì alla Russia di tentare una politica espansionistica in Estremo Oriente: i progetti di annessione della Manciuria e della Corea portarono alla disastrosa guerra russo-giapponese (1904-1905).

IL REGIME DI MONARCHIA ASSOLUTA

In patria la disfatta militare fu accolta con una serie di sollevazioni degli operai e dei contadini: l’ordine di sparare su un gruppo di dimostranti che portavano una petizione allo zar fece scoppiare, nel 1905, la prima Rivoluzione russa, che costrinse Nicola a promulgare la riforma costituzionale dello stato e ad accettare l’elezione della prima assemblea legislativa, la Duma (1906), che di lì a poco, tuttavia, avrebbe ostacolato e infine sciolto, riaffermando i poteri assoluti della monarchia. Nel 1911, dopo l’assassinio del primo ministro Pëtr Stolypin, Nicola impresse un’ulteriore svolta conservatrice al governo, ormai quasi del tutto dominato dal monaco Rasputin, insediatosi a corte per volere della zarina.

Il 22 gennaio 1905 una folla di 200.000 lavoratori si raccolse davanti al Palazzo d'Inverno di San Pietroburgo per protestare contro le brutali condizioni di lavoro in Russia: il corteo intendeva presentare una petizione allo zar in nome delle riforme politiche. Lo zio di Nicola II ordinò alla guardia imperiale di fare fuoco sui dimostranti. Il massacro, in cui morirono un centinaio di persone, fu uno degli eventi cruciali della rivoluzione russa del 1905.

Il 22 gennaio 1905 una folla di 200.000 lavoratori si raccolse davanti al Palazzo d’Inverno di San Pietroburgo per protestare contro le brutali condizioni di lavoro in Russia: il corteo intendeva presentare una petizione allo zar in nome delle riforme politiche. Lo zio di Nicola II ordinò alla guardia imperiale di fare fuoco sui dimostranti. Il massacro, in cui morirono un centinaio di persone, fu uno degli eventi cruciali della rivoluzione russa del 1905.

L’ABDICAZIONE

Nel tentativo di fronteggiare la grave situazione interna, lo zar coinvolse la Russia nella prima guerra mondiale: dopo le prime sconfitte, nel 1915 destituì il granduca Nicola e assunse personalmente il comando dell’esercito. Per questo motivo, dopo lo scoppio della Rivoluzione bolscevica, fu ritenuto il diretto responsabile delle sconfitte subìte nel corso del conflitto e delle sofferenze patite dal popolo russo: costretto ad abdicare nel 1917, fu tenuto per alcuni mesi prigioniero e infine giustiziato con tutta la famiglia per ordine del soviet degli Urali.

Nicola II, ultimo zar della Russia (1894-1917), insieme alla moglie Alessandra, alle duchesse Olga e Maria, alle granduchesse Anastasia e Tatiana e al figlio Alexis. Nicola continuò la politica assolutista del padre opponendosi alle richieste sempre più insistenti di apertura alla democrazia. Dopo la rivoluzione del 1917 fu costretto ad abdicare, venne imprigionato per qualche mese e infine fu giustiziato dai bolscevichi con tutta la famiglia a Jekaterinburg nella notte tra il 16 e il 17 luglio 1918.

Nicola II, ultimo zar della Russia (1894-1917), insieme alla moglie Alessandra, alle duchesse Olga e Maria, alle granduchesse Anastasia e Tatiana e al figlio Alexis. Nicola continuò la politica assolutista del padre opponendosi alle richieste sempre più insistenti di apertura alla democrazia. Dopo la rivoluzione del 1917 fu costretto ad abdicare, venne imprigionato per qualche mese e infine fu giustiziato dai bolscevichi con tutta la famiglia a Jekaterinburg nella notte tra il 16 e il 17 luglio 1918.

Fonte: Encarta
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Il veleno del cuore – Barbara Risoli

Eccomi qui con un libro di genere storico come piace me e spero anche a voi.

 

IL VELENO DEL CUORE

Barbara Risoli

Amazon Kindle

 

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Trama

 

Siamo nell’estate del 1788, nella Francia pre-rivoluzionaria messa a dura prova da un rigido inverno e in attesa del giorno dell’assemblea degli Stati Generali che precederanno la presa della Bastiglia. I protagonisti sono Eufrasia, figlia del conte Xavier des Fleuves facente parte dei fisiocratici sostenitori del cambiamento, e Venanzio, un assassino prezzolato dal torbido passato. A seguito del mancato matrimonio della ragazza, i due s’incontrano e tra loro viene a crearsi un saldo legame dai risvolti inquietanti che mette in luce i loro animi senza scrupoli e disposti a tutto, per se stessi a scapito degli altri. La richiesta di Eufrasia di inscenare il proprio omicidio, per evitare il convento, e l’esecuzione del servizio da parte del bandito, porta entrambi a cambiare identità celandosi nel cupo scenario della Francia in fermento, in ginocchio sotto la neve incessante dell’inverno 1788. A questo punto la storia si articola tra Nanterre, piccolo borgo vicino a Versailles, e la Bretagna, terra d’origine dei protagonisti. Eufrasia diviene la Vedova, donna sempre celata in un lutto stretto, abile giocatrice d’azzardo e contrabbandiera che arma la rivoluzione incombente. Venanzio si spaccia per il duca Stolfo Rues di un casato inesistente. Una serie di coincidenze li fanno incontrare nuovamente, mentre l’amore di entrambi viene svelato lentamente in un timore reciproco del rifiuto. Ma le promesse sono promesse e…

L’autrice

 

Nata l’8 giugno 1969 a Monfalcone (GO), vive nella provincia di Udine con il marito Enes, il figlio Edwin e il suo piccolo zoo. Amante degli animali e del mistero, scrive da sempre. Pubblica il suo primo romanzo L’ERRORE DI CRONOS nel 2006 senza avere troppa fortuna. Nel 2008 arriva finalista al Premio Zenone e vede pubblicato il romanzo breve di fantascienza LA STIRPE (Runde Taarn Edizioni). Segue la seconda edizione de L’ERRORE DI CRONOS (Runde Taarn Edizioni) che questa volta ottiene un buon riscontro dal pubblico amate del fantasy, anche se la narrazione è insolita e fuori dai canoni standard. Nel 2009 esce il seguito LA GRAZIA DEL FATO (0111 Edizioni) che ancora una volta appassiona i lettori con le avventure del re greco Dunamis e della figlia del futuro Zaira. Tuttavia, un altro genere trattato dall’autrice è il sentimentale storico ed esce nel 2009 con IL VELENO DEL CUORE, romance ambientato della Francia pre-rivoluzionaria del 1788, con protagonisti ancora una volta fuori dalle righe. Vince con questo romanzo il CONCORSO IL CLUB DEI LETTORI 2009 e lo presenta alla FIERA DEL LIBRO DI TORINO 2009. Ultima fatica è il sequel LA GIUSTIZIA DEL SANGUE, dove i protagonisti si ritrovano in piena Rivoluzione Francese nel tentativo impossibile di salvare la vita del piccolo Luigi XVII, il bambino martire della Rivoluzione, figlio del decapitato Luigi XVI e di Maria Antonietta. Documentato e frutto di accurate ricerche storiche, l’autrice mischia la realtà con la fantasia intessendo una trama neppure tanto impossibile.

A causa di due lutti familiari nel 2010, dopo tre anni di fermo pubblica in Formato Kindle su Amazon L’ONDA SCARLATTA di genere volutamente romance in ambientazione ancora un volta franco rivoluzionaria. Attualmente è una scrittrice indipendente che si appoggia alla piattaforma Amazon con la ripubblicazione di tutti i suoi romanzi in seconda edizione. Ha pubblicato recentemente LA STELLA D’ORO, che trova la sua trama tra il Friuli della Prima Guerra Mondiale e la Rivoluzione Russa.

Visitate il blog principale dell’autrice, qui.

La mia recensione

 

Eufrasia è una giovane nobile, intelligente e capace; la vita agiata l’ha portata a essere severa ed egoista, pretenziosa. Ne prende coscienza improvvisamente quando abbandona all’altare Aldo, l’uomo per cui ha lottato per molti anni. Venanzio è un assassino, un ladro, un truffatore, ma non di quelli rozzi e banali: egli ha in sé qualcosa di elegante, di attraente, di “oscuro” e sa come sfruttarlo. L’incontro tra i due protagonisti, il primissimo fortuito, il secondo un po’ meno, li attrae inevitabilmente l’uno verso l’altra, così diversi, così simili in una Francia che si prepara alla rivoluzione.

Ho trovato interessante il fatto che i protagonisti non sono i soliti eroi buoni, ma anzi persone i cui comportamenti possono anche suscitare indignazione. In questo il libro mi ha un po’ ricordato Catherine e Heathcliff di Cime tempestose. Le atmosfere sono affascinanti, adatte all’epoca. Il periodo storico è trattato dal punto di vista limitato – ma ben esposto – dei singoli individui nel fermento del popolo. Lo stile è ricco di aggettivi; i dialoghi sono adatti all’ambientazione.

Valutazione:

4

Intervista all’autrice

 

Ciao Barbara, benvenuta.

  • Dalla tua biografia leggiamo che scrivi fantasy, fantascienza o sentimentale storico. Credi che il tuo stile sia più adatto a questi generi? Cosa ti spinge a preferirli nonostante ad esempio la grande differenza tra fantascienza e romance?

Alla luce delle mie pubblicazioni e dei riscontri ottenuti in quello che io definisco ‘microcosmo degli emergenti’, adesso posso affermare di avere percorso una strada che alla fine ha smussato il mio modo di scrivere, i miei generi, il mio stile. Ho iniziato con un piccolo fantascienza e sono giunta a preferire il genere storico sentimentale, anche se sempre e comunque fuori dalle righe, discordante rispetto ai clichè. Ma io sono fatta così, cerco sempre di differenziarmi ed evito come la peste l’emulazione. Il mio stile è certamente più consono ai romanzi storici, vengo spesso e volentieri ‘tacciata’ di scrittura aulica, scrivere un contemporaneo con il mio stile credo creerebbe qualche critica e io aggiungo, pure giusta.

In conclusione, la linea che accomuna ogni mio romanzo sono i sentimenti, tormentati o sognanti, ma pur sempre sentimenti. È più forte di me.

  • Sei appassionata di storia. Di quali epoche storiche in particolare? Cosa ti affascina di più?

Chi mi conosce, lo sa: il mio periodo preferito è quello della Rivoluzione Francese. Vi ho ambientato due romanzi (tre, per l’esattezza, visto che uno è il seguito dell’altro). Ho sempre amato la Francia, come se fosse una seconda patria e quindi l’ho studiata, sezionata, ‘ravanata’. Ma dove c’è una rivoluzione, ci sono io! Mi affascina quella Russa e anche lì ho voluto introdurci una mia storia. Sono interessata ai grandi fenomeni storici che hanno cambiato il mondo, che lo hanno minacciato, che potrebbero tornare. Studio anche il Nazismo che mi sconvolge e del quale ogni giorno scopro una nefandezza. Tuttavia, della Storia mi affascinano i punti oscuri, quelli che danno adito a interpretazioni diverse ed è lì che io infilo le mie trame e diventano così credibili, visto che tutto è sospeso, misterioso, non ufficiale. Una menzione la devo riservare anche al periodo antico acheo­miceneo dove il mio fantasy mitologico ha dato vita a uno dei miei personaggi più riusciti.

  • Raccontaci qualcosa dei numerosi romanzi che hai pubblicato.

Appunto… sono numerosi, rischio un romanzo pure qui! Vabbè, un accenno per tutti lo faccio volentieri, così ripasso!

LA STIRPE, genere fantascientifico dove ipotizzo che il vero essere umano sia colui che è affetto da Trisomia 21. È più un romanzo breve per ragazzi.

L’ERRORE DI CRONOS e LA GRAZIA DEL FATO sono inquadrati nel genere fantasy, ma è un errore, in effetti è una grande storia d’amore tra un re acheo, Dunamis, e una donna giunta dai nostri tempi, Zaira,con tutte le difficoltà del caso. Il fattore fantasy sta nella traslazione temporale e nella presenza degli dei che ho voluto fedeli al mito (visto che io amo la mitologia greca).

IL VELENO DEL CUORE e LA GIUSTIZIA DEL SANGUE, i primi romance, se vogliamo… che romance non sono, considerando la coppia proposta che io definisco la ‘meno probabile del romance italiano emergente’. Il primo l’ho scritto per gioco, il seguito mi ha impegnata molto ed è, come tutti i miei sequel, migliore.

L’ONDA SCARLATTA è nato volutamente romance per essere sottoposto al giudizio di case editrici specializzate nel genere. Di risposte non ne ho avute ed è disponibile solo in Formato Kindle (come tutti gli altri, vistala mia scelta di essere indipendente). Pur nel tentativo di seguire i clichè, non sono riuscita nell’intento e la protagonista è imperfetta, il coprotagonista è un affascinante uomo che tuttavia fa saltare i nervi e il protagonista è un uomo fuori dal tempo e dalle righe, imperfetto pure lui. La passione è alta, ma resta il mio stile che proprio non riesce a rientrare nei seminati.

LA STELLA D’ORO (Zolotaja Zviezda) è l’ultimo nato, il mio preferito, dedicato a mia madre, scritto dopo la tragedia che ha scosso la mia vita, una sorta di riscatto interiore, una metafora del mio vissuto. Il periodo che tocco è azzardato,viaggio dalla Grande Guerra in Friuli e la Rivoluzione Russa di Pietrogrado. I protagonisti sono tragici eppure forti, determinati e fragili, il protagonista credo sia il migliore che io abbia creato, viste alcune reazioni da parte dei lettori.

  • De Il veleno del cuore mi è piaciuto molto il fatto che i protagonisti non sono i soliti eroi buoni, tutt’altro. Come mai hai deciso di dare loro una connotazione piuttosto negativa?

Ho sempre letto un po’ di tutto, ma nel rosa ho sempre trovato personaggi buoni, giusti, retti. Ho voluto cambiare le regole e ho delineato una donna disposta a qualsiasi cosa per difendere se stessa e un compagno di ventura che le somigliasse, evitando così tentennamenti nella trama. Eufrasia e Venanzio sono due delinquenti, la prima nobile e quindi ingiustificabile, il secondo figlio del popolo, senza arte né parte ma intelligente e astuto. Si incontrano… ed è un putiferio! Mi sono divertita molto a scriverlo, ogni volta che volevo far fare loro qualcosa di buono… scrivevo l’opposto. Mi è stata contestata questa loro freddezza, ma piacciono, almeno a chi è disposto a uscire ancora una volta dalle righe.

  • Il veleno del cuore ha un seguito, La giustizia del sangue. Ci anticipi qualcosa senza svelare troppo la trama?

Beh, LA GIUSTIZIA DEL SANGUE è stato un po’ il riscatto dei due ‘tagliagola’ e, già l’ho detto una volta, l’ho voluto scrivere per il mio lettore numero uno, Paolo Federici, che questa Eufrasia così algida proprio non riusciva ad accettarla sino in fondo. Poi l’idea e l’ho sviluppata forte delle conoscenze che avevo di base. La storia verte sulla presunta liberazione del piccolo Luigi XVII, vittima della rivoluzione che la Storia vuole morto, ma che alcuni ipotizzano invece sopravvissuto e io avevo chi poteva liberarlo, Venanzio ed Eufrasia.

  • Stai lavorando a qualcosa di nuovo?

Di proprio nuovo no, quello più avanti. Sto rieditando L’ERRORE DI CRONOS che pubblicherò sempre in Formato Kindle su Amazon. Lo sto ‘adultizzando’ e affermo con orgoglio che l’editor altro non è che… il lettore. Sì. Ho ricevuto una marea di commenti per l’ultima edizione: positivi e negativi, dettagliati e secchi. Ho fatto la media, ho individuato cosa è piaciuto e cosa no e adesso lo sto mettendo a posto. Nessuno come il lettore sa darti la giusta dritta per tentare di perfezionare un tuo scritto. Sono sicura che verrà bene… con un tale collaboratore! LA GRAZIA DEL FATO, il sequel, diciamo che è già pronto… usciranno in contemporanea o quasi.

 Bene, ti ringrazio molto per la chiacchierata, mi ha fatto molto piacere ospitare un’appassionata di storia come me.