La grande storia del tempo – Stephen W. Hawking

Se ci si trova più vicini alla superficie della Terra il tempo scorre più lentamente per via della maggiore intensità della gravità. Quanto più forte è il campo gravitazionale, tanto maggiore sarà questo effetto.

Salve amici, eccomi oggi con la recensione di un bel saggio scientifico.

LA GRANDE STORIA DEL TEMPO – Guida ai misteri del cosmo

Stephen W. Hawking

BUR

Cattura

Con “La grande storia del tempo”, Stephen Hawking, avvalendosi della collaborazione del fisico americano Leonard Mlodinow, ripresenta le proprie riflessioni sulle origini e il destino dell’universo già trattate nel libro “Dal big bang ai buchi neri” (1988). In questa edizione aggiornata e illustrata, oltre a far uso di un gran numero di esempi, diagrammi e illustrazioni esplicative, Hawking parla delle più recenti scoperte, dagli sviluppi della teoria delle superstringhe ai progressi nella ricerca di una teoria unificata della fisica. Inoltre discute in un capitolo interamente nuovo l’affascinante problema dei viaggi nel tempo e dei tunnel spazio-temporali.

Stephen W. Hawking

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Stephen William Hawking(Oxford 1942) è un fisico teorico britannico, noto soprattutto per i tentativi di unificazione della relatività con la teoria dei quanti e per i contributi alla cosmologia relativistica. Studiò presso lo University College di Oxford; era sua intenzione studiare matematica, ma non essendo la facoltà presente presso il College scelto dal padre, optò per la fisica. Ottenuto il dottorato presso l’Università di Cambridge, vi rimase come ricercatore, diventando Lucasian Professor of Mathematics nel 1979 – posizione già occupata da celeberrimi scienziati quali Isaac Barrow e Isaac Newton.

Gran parte del lavoro di Hawking riguarda i buchi neri; le sue ricerche nell’ambito della relatività generale avvalorano la teoria del Big Bang sull’origine dell’universo. Hawking ha ipotizzato che il Big Bang sia derivato da una singolarità iniziale dello spazio-tempo e che tale singolarità rappresenti una caratteristica di qualsiasi modello di universo in espansione.

Affetto da un grave handicap della parola e dei movimenti, dovuto a una malattia incurabile del sistema nervoso – la sclerosi laterale amiotrofica – Hawking è forse lo scienziato più conosciuto del nostro tempo; il suo libro Dal Big Bang ai buchi neri (1988), una chiara esposizione della sua teoria dell’universo, ha riscosso un enorme successo tra il pubblico non specializzato. Le sue ultime pubblicazioni di carattere divulgativo sono Buchi neri e universi neonati (1993) e The Nature of Space and Time (1996), un dibattito con il fisico matematico Roger Penrose.

Nel 2004 Hawking è intervenuto a sorpresa alla 17a Conferenza internazionale di Relatività Generale e Gravitazione, a Dublino, per annunciare la soluzione del cosiddetto paradosso dell’informazione (black hole information paradox). Nella sua teoria dei buchi neri, infatti, si ammetteva che questi giganteschi corpi celesti avessero un campo gravitazionale talmente intenso da non consentire l’allontanamento da esso di alcun tipo di “informazione”. John Preskill del Caltech (California Institute of Technology), ritenendo vero il contrario, aveva accettato nel 1997 una pubblica scommessa con Hawking; premio per il vincitore sarebbe stata un’enciclopedia, “da cui le informazioni possono uscire facilmente”. Con il suo intervento, Hawking pare ammettere di aver perso la scommessa, riaprendo così un capitolo importante della moderna astrofisica.

Fonte: Encarta

Recensione

Questo saggio di circa centosettanta pagine è un concentrato di teorie e spiegazioni sulle leggi che regolano lo spazio e di conseguenza anche il nostro mondo quotidiano. Dalla relatività allo spazio curvo, ai buchi neri, alla meccanica quantistica e molto altro: le grandi questioni dell’universo sono spiegate in maniera chiara, sostenuta tramite esempi e linguaggio semplici da comprendere per i profani. Quasi un discorso continuo, ininterrotto, che da una legge ci porta a un’altra senza che ce ne rendiamo conto e che non annoia, ma che anzi appassiona. Non ho mai letto un saggio scientifico più esauriente e allo stesso tempo chiaro e conciso. Da non perdere per chiunque voglia comprendere meglio il mondo che ci circonda, ma anche l’universo.

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Valutazione:

5

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Il cavaliere d’inverno – Paullina Simons

Il libro di cui vi parlo oggi l’avrò letto tipo quattro-cinque volte e non mi stanca mai: è uno dei miei libri preferiti.

IL CAVALIERE D’INVERNO

Paullina Simons

BUR

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Trama

Leningrado, 1941. In una tranquilla sera d’estate Tatiana e Dasha, sorelle ma soprattutto grandi amiche, si stanno confidando i segreti del cuore, quando alla radio il generale Molotov annuncia che la Germania ha invaso la Russia. Uscita per fare scorta di cibo, Tatiana incontra Alexander, un giovane ufficiale dell’Armata Rossa che parla russo con un lieve accento. Tra loro scatta suvbito un’attrazione reciproca e irresistibile. Ma è un amore impossibile, che potrebbe distruggerli entrambi. Mentre un implacabile inverno e l’assedio nazista stringono la città in una morsa, riducendola allo stremo, Tatiana e Alexander trarranno la forza per affrontare mille avversità e sacrifici proprio dal legame segreto che li unisce.

L’autrice

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Paullina Simons è nata a San Pietroburgo nel 1963. Ha vissuto con padre, madre, zio, zia e cugino nelle due stanze nelle quali Tatiana (protagonista de Il Cavaliere d’Inverno) avrebbe abitato. Suo nonno paterno ha vissuto in prima persona il mortale assedio di Leningrado, finchè non si è unito all’armata Rossa nel 1942. Nel 1968, quando lei aveva solo cinque anni, suo padre fu arrestato per l’agitazione anti-comunista durante l’invasione sovietica della Cecoslovacchia. Fu incarcerato per un anno, poi spedito al GULAG per due e esiliato a Tolmachevo. Nel 1973 ottenne il permesso per espatriare e portò la sua familia a New York. In America Paullina termina gli studi e lavora come giornalista finanziaria e produttrice televisiva, finchè non inizia a dedicarsi alla scrittura a tempo pieno. La saga di Tatiana e Alexander si ispira in parte alla storia della sua famiglia in Russia.
Oggi vive a Northport, nelle vicinanze di New York, con il marito e i suoi quattro figli. All’ultima nata ha dato il nome di Tatiana.

Recensione

 

Soldato, lascia che ti accarezzi il viso e baci le tue labbra, lasciami urlare attraverso i mari e sussurrare attraverso i prati ghiacciati della Russia quello che sento per te… Luga, Ladoga, Leningrado, Lazarevo… Alexander, un tempo tu mi hai portata e ora io porto te.

Attraverso la Finlandia, attraverso la Svezia, fino in America con le mani tese, mi ergerò e mi farò avanti, destriero nero che galoppa senza cavaliere nella notte. Il tuo cuore, il tuo fucile, mi conforteranno, saranno la mia culla, la mia tomba.

Lazarevo stilla il tuo essere nel mio cuore, goccia d’alba al chiaro di luna, goccia del fiume Kama. Quando mi cerchi, cercami là, perché là sarò tutti i giorni della mia vita.

Tatiana Metanova è una ragazza russa di quasi diciassette anni, minuta, biondissima e piena di lentiggini che sta sbocciando e diventando donna. Vive con il fratello gemello Pasha, la sorella maggiore Dasha e i genitori in un appartamento comune nel Quinto Soviet. Un giorno d’inizio estate il generale Molotov annuncia alla radio che, senza alcuna dichiarazione di guerra, la Germania ha invaso la Russia, che si ritrova così nel secondo conflitto mondiale. Leningrado in quel giorno caldo sembra lontana anni luce dalla guerra, ma i genitori di Tatiana le chiedono comunque di uscire a fare provviste. Lei indossa il suo vestito migliore, uno splendido abito bianco con le rose rosse, ed esce di casa. Per strada però, invece di correre ai negozi sempre più affollati, si attarda per comprare un gelato. E proprio mentre gusta il suo gelato seduta su una panchina, le appare dall’altra parte della strada un soldato alto e bellissimo. Tatiana, imbarazzata, decide di salire sull’autobus ma lui la segue e le fa perdere di vista negozi, fermate e commissioni. Si ritrovano soli al capolinea e finalmente si parlano. Alexander, questo il nome del soldato misterioso, si offre di portarla a comprare provviste direttamente dal magazzino degli ufficiali dell’Armata Rossa. Tatiana si sta già innamorando di lui, ma tornata a casa scopre che il ragazzo in realtà è il fidanzato di sua sorella Dasha.

Tatiana si sentirà una stupida e da quel momento cambierà per sempre. Cambierà perché scoprirà che in realtà anche Alexander prova qualcosa per lei; cambierà quando conoscerà segreti inconfessabili che potrebbero distruggerli entrambi; cambierà perché negherà con tutta se stessa l’amore per tutelare la felicità della sorella; cambierà quando i tedeschi arriveranno a Leningrado e la metteranno sotto assedio. E mentre la neve, la fame, i bombardamenti e la disperazione avanzeranno, il legame segreto di Tatiana e Alexander crescerà con la forza e l’intensità dell’eroismo, vivendo di ricordi, parole e baci rubati.

Temi importanti quelli che stanno alla base di questo romanzo. L’amore. La vita. La morte. Nella sconvolgente ambientazione della seconda guerra mondiale, uno dei periodi più bui della storia dell’uomo. Quello che fa questo romanzo è anche questo: ricordarci gli errori passati dell’umanità affinché non vengano ripetuti.

I personaggi creati da Paullina Simons sono estremamente reali e vivono di vita propria, staccandosi dal suo disegno autoriale. La scrittura piacevole e a tratti poetica è in grado di trasportare il lettore direttamente nel luogo narrato che sia esso la splendida cupola dorata di Sant’Isacco, una strada su un lago ghiacciato o le acque di un incantevole fiume ai piedi dei Monti Urali.

Da non perdere per gli appassionati di storia e gli amanti del romance.

 Valutazione:

5+

Approfondimenti

L’assedio di Leningrado

Blocco della città russa di Leningrado (l’attuale San Pietroburgo) da parte delle forze tedesche durante la seconda guerra mondiale; l’assedio durò più di 800 giorni, dall’8 settembre 1941 al 12 gennaio 1944. Nel corso dell’Operazione Barbarossa, come venne definito il piano tedesco per la conquista dell’Unione delle repubbliche socialiste sovietiche, Leningrado fu circondata dalle truppe tedesche a sud, mentre gli alleati finlandesi guadagnavano posizioni a nord.

La strategia tedesca era quella di annientare la città e di tagliare tutte le vie di rifornimento, bersagliando nel contempo la popolazione di attacchi aerei e bombardamenti d’artiglieria che causarono oltre 600.000 vittime. Ad aggravare la situazione contribuì anche il rigidissimo inverno 1941-42. Dopo sette mesi, la costruzione della “strada della vita” attraverso il lago Ladoga permise di far giungere i rifornimenti in città, e costituì una via di fuga per circa 500.000 persone.

Assedio di Leningrado

Decise a distruggere Leningrado, l’attuale San Pietroburgo, le truppe tedesche assediarono la città per oltre 800 giorni, dal settembre 1941 al gennaio 1944, senza riuscire a travolgere la resistenza opposta dai cittadini organizzati in milizie, malgrado i massicci attacchi militari e i continui bombardamenti. Le perdite fra i civili furono ingenti: oltre un milione di morti. Nel 1945 alla cittadinanza venne conferita l’onorificenza dell’Ordine di Lenin a riconoscimento del suo eroismo.

 

Fonte: Encarta

 

Premio Strega 1999: Buio – Dacia Maraini

Parliamo oggi di un’opera vincitrice del Premio Strega (vedi approfondimento in fondo all’articolo) nel 1999.

BUIO

Dacia Maraini

BUR

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Trama

Cos’è il buio per un bambino se non l’immagine dell’altro che si insinua nel suo sguardo infantile quando la fiducia si trasforma drammaticamente in timore e paura? Cos’è il buio se non l’afasia di un corpo ancora non sviluppato nel momento in cui esso incontra quel qualcosa di incomprensibile e misterioso che costituisce il comportamento sessuale dell’adulto? E’ possibile cancellare questo buio senza uccidere il bambino che è in ciascuno di noi? Dodici storie che raccontano della violenza sull’infanzia e sull’adolescenza.

L’autrice

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Dacia Maraini (Fiesole, 13 novembre 1936) è una scrittrice, poetessa, saggista, drammaturga e sceneggiatrice italiana.

Primogenita dello scrittore ed etnologo toscano di antiche origini ticinesi Fosco Maraini e della principessa siciliana e pittrice Topazia Alliata, appartenente all’antico casato siciliano di origini pisane degli Alliata di Salaparuta. La nonna materna si chiamava Sonia Ortúzar Ovalle, cantante lirica che non poté debuttare, era la figlia di un diplomatico cileno. La nonna paterna di Dacia era la scrittrice Yoï Pawloska Crosse, per metà polacca e per metà inglese.
Dacia trascorse la sua infanzia in Giappone dove la sua famiglia si stabilì dal 1939 al 1946. Lì, dal 1943 al 1946, la famiglia fu internata in un campo di concentramento giapponese, dove patirono una fame estrema. Al ritorno in Italia, si trasferirono in Sicilia, presso i nonni materni, nella Villa Valguarnera di Bagheria, e in seguito, si trasferirono a Roma. Quindi, il padre Fosco tornò a Firenze. Questi anni sono raccontati dalla stessa Maraini nel suo romanzo Bagheria.
Dopo la separazione dei genitori, a 18 anni Dacia raggiunse il padre, che nel frattempo si era trasferito a Roma, e nella capitale riscosse il suo primo successo con il romanzo La vacanza (1962). Seguono L’età del malessere (1963), A memoria (1967), Memorie di una ladra (1972), Donna in guerra (1975), Il treno per Helsinki (1984), Isolina (1985, Premio Fregene 1985), La lunga vita di Marianna Ucrìa (1990, Premio Campiello; Libro dell’Anno 1990), Bagheria (1993), Voci (1994), Un clandestino a bordo (1996), Dolce per sé (1997) e la raccolta di racconti Buio (1999) che ha vinto il Premio Strega. Nel 2001 ha pubblicato La nave per Kobe, in cui rievoca l’esperienza infantile della prigionia in Giappone, e Amata scrittura. Laboratorio di analisi letture proposte conversazioni. Nel 2004 è la volta di Colomba. Nel 2007 pubblica Il gioco dell’universo (Mondadori) con il quale vince il Premio Cimitile nella sezione di narrativa. Nel 2008 pubblica Il treno dell’ultima notte. Nel 2010 “La seduzione dell’altrove”. Nel 2011 “La grande festa”.
Si è occupata molto anche di teatro; nel 1973 ha fondato a Roma con Maricla Boggio, il Teatro della Maddalena, gestito e diretto soltanto da donne. Ha scritto più di sessanta testi teatrali rappresentati in Italia e all’estero, tra cui ricordiamo Manifesto dal carcere e Dialogo di una prostituta con un suo cliente.
Fu a lungo compagna di Alberto Moravia, con cui visse dal 1962 al 1978. Tra i premi vinti, oltre al Premio Cimitile, Campiello e Strega, c’è anche il Premio Pinuccio Tatarella.
È vegetariana e si è espressa pubblicamente in favore dei diritti animali.
Nel 2007 riceve il Premio leopardiano La Ginestra.
Il 18 novembre 2010, l’Università degli Studi di Foggia le ha conferito la laurea magistrale honoris causa in Progettista e dirigente dei servizi educativi e formativi.
Nel 2012 le viene assegnato il premio Alabarda d’oro per la letteratura.

Fonte: Wikipedia

La mia opinione

Non sono solita leggere raccolte di racconti e non saprei dire cosa mi abbia spinta a prendere in mano Buio, però è stata davvero una lettura intensa. Non solo piacevole, grazie allo stile particolare e scorrevole dell’autrice, ma appunto intensa: si tratta di storie di sofferenza, solitudine, violenza. Chi tiene il filo conduttore dei diversi racconti è la commissaria Adele Sofia, un personaggio per certi versi curioso e accattivante, realistico. I protagonisti dei diversi racconti condividono condizioni di disagio che, già dal principio, li rendono vittime. Brillante è il modo in cui l’autrice scava, attraverso le vicende, nella parte più oscura dell’animo umano senza il clamore tipico della cronaca nera e senza sentimentalismi, semplicemente mettendo a nudo la verità. Una perla della letteratura che esplica benissimo la tragicità insita nella nostra epoca.

Valutazione:

5

Approfondimenti

Premio Strega

Il Premio Strega è un riconoscimento che viene assegnato annualmente a un libro pubblicato in Italia tra il 1º aprile dell’anno precedente ed il 31 marzo dell’anno in corso. Dal 1986 è organizzato e gestito dalla Fondazione Bellonci. È universalmente riconosciuto come il premio letterario più prestigioso d’Italia, oltre a godere di una consolidata fama in Europa e nel resto del mondo.

Origini ed evoluzione

Il Premio è stato istituito nel 1947, all’interno del salotto letterario di Maria e Goffredo Bellonci, con il contributo di Guido Alberti, proprietario della casa produttrice del Liquore Strega, che dà il nome al Premio e continua a finanziare la manifestazione.
Nel dopoguerra, il Premio diventa un traino per il mondo della cultura italiana, logorato da oltre vent’anni di dittatura fascista e dal recente conflitto. “Cominciarono, nell’inverno e nella primavera 1944, a radunarsi amici, giornalisti, scrittori, artisti, letterati, gente di ogni partito unita nella partecipazione di un tema doloroso nel presente e incerto nel futuro. Poi, dopo il 4 giugno, finito l’incubo, gli amici continuarono a venire: è proprio un tentativo di ritrovarsi uniti per far fronte alla disperazione e alla dispersione”, ha scritto Maria Bellonci, ideatrice del Premio.
Il primo scrittore a ricevere il Premio Strega, nel 1947, è stato Ennio Flaiano, con il libro Tempo di uccidere. Ad oltre sessant’anni dall’istituzione, dieci donne hanno vinto il Premio: per prima, nel 1957, Elsa Morante, seguita da Natalia Ginzburg, Anna Maria Ortese, Lalla Romano, Fausta Cialente, la stessa Maria Bellonci, Mariateresa Di Lascia, Dacia Maraini, Margaret Mazzantini e Melania G. Mazzucco.
Fino all’edizione del 2012, soltanto lo scrittore Paolo Volponi ha vinto più di una volta il Premio Strega, due per l’esattezza: nel 1965, con La macchina mondiale; nel 1991, con La strada per Roma.
Alcune delle opere premiate con il Premio Strega sono divenute colonne portanti della letteratura contemporanea: da Il nome della rosa di Umberto Eco, che ha venduto cinquanta milioni di copie in tutto il mondo, grazie alla traduzione in decine di lingue, a Il gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, un classico della letteratura italiana.
All’edizione del 2012, il Premio Strega è stato assegnato ogni anno ad un solo scrittore, poiché non si sono mai verificate condizioni di parità nel computo finale dei voti. Nel 2006, tuttavia, accanto a Caos Calmo di Sandro Veronesi, anche la Costituzione italiana ha ricevuto un Premio Strega onorario, al di fuori della classica competizione.

Modalità di premiazione

Il meccanismo del Premio prevede che la scelta del vincitore sia affidata ad un gruppo di quattrocento uomini e donne di cultura, tra cui gli ex vincitori. Coloro che compongono la giuria sono tuttora chiamati Amici della domenica, dal giorno prescelto per le loro prime riunioni. I quattrocento giurati possono proporre dei titoli a loro graditi, purché ogni candidatura sia supportata almeno da due di loro; un’ulteriore selezione (tipicamente nel mese di giugno) designa la cinquina delle opere finaliste. In ultimo, il primo giovedì del mese di luglio, nel ninfeo di Villa Giulia a Roma, è scelta l’opera vincitrice, con votazione finale degli Amici della domenica. La designazione del vincitore ha suscitato talvolta polemiche nel mondo della cultura e dell’editoria, alimentando l’attenzione dell’opinione pubblica per il Premio.

Vincitori

1947 – Ennio Flaiano – Tempo di uccidere
1948 – Vincenzo Cardarelli – Villa Tarantola
1949 – Giovanni Battista Angioletti – La memoria
1950 – Cesare Pavese – La bella estate
1951 – Corrado Alvaro – Quasi una vita
1952 – Alberto Moravia – I racconti
1953 – Massimo Bontempelli – L’amante fedele
1954 – Mario Soldati – Lettere da Capri
1955 – Giovanni Comisso – Un gatto attraversa la strada
1956 – Giorgio Bassani – Cinque storie ferraresi
1957 – Elsa Morante – L’isola di Arturo
1958 – Dino Buzzati – Sessanta racconti
1959 – Giuseppe Tomasi di Lampedusa – Il gattopardo
1960 – Carlo Cassola – La ragazza di Bube
1961 – Raffaele La Capria – Ferito a morte
1962 – Mario Tobino – Il clandestino
1963 – Natalia Ginzburg – Lessico famigliare
1964 – Giovanni Arpino – L’ombra delle colline
1965 – Paolo Volponi – La macchina mondiale
1966 – Michele Prisco – Una spirale di nebbia
1967 – Anna Maria Ortese – Poveri e semplici
1968 – Alberto Bevilacqua – L’occhio del gatto
1969 – Lalla Romano – Le parole tra noi leggere
1970 – Guido Piovene – Le stelle fredde
1971 – Raffaello Brignetti – La spiaggia d’oro
1972 – Giuseppe Dessì – Paese d’ombre
1973 – Manlio Cancogni – Allegri, gioventù
1974 – Guglielmo Petroni – La morte del fiume
1975 – Tommaso Landolfi – A caso
1976 – Fausta Cialente – Le quattro ragazze Wieselberger
1977 – Fulvio Tomizza – La miglior vita
1978 – Ferdinando Camon – Un altare per la madre
1979 – Primo Levi – La chiave a stella
1980 – Vittorio Gorresio – La vita ingenua
1981 – Umberto Eco – Il nome della rosa
1982 – Goffredo Parise – Sillabario n.2
1983 – Mario Pomilio – Il Natale del 1833
1984 – Pietro Citati – Tolstoj
1985 – Carlo Sgorlon – L’armata dei fiumi perduti
1986 – Maria Bellonci – Rinascimento privato
1987 – Stanislao Nievo – Le isole del paradiso
1988 – Gesualdo Bufalino – Le menzogne della notte
1989 – Giuseppe Pontiggia – La grande sera
1990 – Sebastiano Vassalli – La chimera
1991 – Paolo Volponi – La strada per Roma
1992 – Vincenzo Consolo – Nottetempo, casa per casa
1993 – Domenico Rea – Ninfa plebea
1994 – Giorgio Montefoschi – La casa del padre
1995 – Mariateresa Di Lascia – Passaggio in ombra
1996 – Alessandro Barbero – Bella vita e guerre altrui di Mr. Pyle, gentiluomo
1997 – Claudio Magris – Microcosmi
1998 – Enzo Siciliano – I bei momenti
1999 – Dacia Maraini – Buio
2000 – Ernesto Ferrero – N.
2001 – Domenico Starnone – Via Gemito
2002 – Margaret Mazzantini – Non ti muovere
2003 – Melania G. Mazzucco – Vita
2004 – Ugo Riccarelli – Il dolore perfetto
2005 – Maurizio Maggiani – Il viaggiatore notturno
2006 – Sandro Veronesi – Caos Calmo
2007 – Niccolò Ammaniti – Come Dio comanda
2008- Paolo Giordano – La solitudine dei numeri primi
2009 – Tiziano Scarpa – Stabat Mater
2010 – Antonio Pennacchi – Canale Mussolini
2011 – Edoardo Nesi – Storia della mia gente
2012 – Alessandro Piperno – Inseparabili. Il fuoco amico dei ricordi
2013 – Walter Siti – Resistere non serve a niente
Fonte: Wikipedia, Encarta