THE HYBRID’S LEGACY SAGA – Francesca Pace

Salve a tutti,

oggi parliamo di una saga fantasy scritta da una talentuosa scrittrice italiana, Francesca Pace.

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EMMA

Emma è una ragazza semplice dall’inconsapevole fascino magnetico. La sua vita tranquilla, al confine dell’invisibilità, verrà sconvolta da un cambiamento radicale ed improvviso che la catapulterà nel complesso e violento mondo di streghe e vampiri. Un’inaspettata e travagliata transizione ne muterà in modo definitivo la natura e l’essenza trasformandola in un essere sovrannaturale mai esistito prima. Quando la straordinaria ragazza, accompagnata dai suoi amici di sempre e da un nuovo e viscerale amore, si troverà ad affrontare con coraggio la sua nuova vita imparando ad amarla e ad amare se stessa come mai prima, scoprirà di possedere uno sconfinato ed incontrastabile potere. È, questa, una appassionante ed intensa storia di amicizia, fratellanza e amore.

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GABRIEL. IL SIGILLO DELLA TREDICESIMA RUNA

Il secondo capitolo della saga “THE HYBRID’S LEGACY SAGA”, scritta da Francesca pace, ci traghetta in un’atmosfera dark, sanguinaria e voluttuosa.

Gabriel è un ragazzo come ce ne sono molti. Scapestrato e superficiale, conosce fin troppo presto i dolori che un’esistenza umana porta con sé. Attraverso la sofferenza e la morte impara la caducità della vita e la fragilità dei sentimenti. In una Scozia di fine 1400, Gabriel sceglierà le tenebre e l’oscurità dell’immortalità. Sceglierà di diventare un vampiro. Sangue e morte ne accompagnano l’esistenza vissuta nell’inconsapevolezza e nell’ignoranza del suo dono. Un sigillo che ne cambierà radicalmente le sorti. Una vita, la sua, vissuta al limite con al fianco Andrew, suo fratello, che mai lo abbandonerà neanche quando tutto in lui sembrerà essere perduto. Una storia che abbraccia quasi sei secoli, ricca di cambiamenti e repentini mutamenti che porteranno ad un’intima trasformazione interiore che toccherà il culmine nell’incontro con Emma, l’amore della vita di Gabriel. Sarà proprio l’amore, il motore che muove ogni cosa, a rendergli salva la vita e soprattutto l’anima.

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VINCOLO DI SANGUE

Il terzo capitolo della saga “THE HYBRID’S LEGACY SAGA” è il romanzo di cambiamento, di crescita. Nulla è come sembra. Il dolore, la morte, la magia…ogni cosa che ruota intorno alla vita di Emma e dei suoi compagni sta per essere sovvertita da un potere arcano e misterioso che entrerà nelle loro vite in modo violento. Le alleanze cambieranno e la schiera di Danielle si arricchirà di uno spietato e quanto mai inaspettato alleato pronto a tutto per prendere la vita di Emma… Anche quando il cuore di Emma vacillerà, incapace di sopportare questa nuova, dolorosa ed impensabile verità, lei dovrà trovare la forza di compiere il proprio destino…dovrà mettere a tacere il suo cuore fin troppo umano e le proprie emozioni…dovrà confrontarsi con la parte peggiore di sè per cercare di salvare il suo mondo. Che ruolo avrà la Congrega dei Guardiani in questa nuova battaglia? L’intimo sentimento che lega i due immortali saprà salvarli? Potrà l’amore assoluto che Emma prova per Gabriel rendergli salva la vita…ancora una volta? Amore, tormento, paura…questi i sentimenti che accompagnano le giornate della bella ibrida che porterà a compimento il suo cambiamento, divenendo una donna forte e coraggiosa in grado di ripristinare gli equilibri del proprio mondo anche a dispetto di un potere maledetto che tenterà di condurla attraverso le tenebre fino al luogo suo piú oscuro.

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PATRICK, spin off

Questo spin off della serie THE HYBRID’S LEGACY SAGA è un racconto di presentazione che pur nella sua brevità descrive il momento in cui il soldatino Patrick è costretto a maturare e a prendere coscienza di chi è e di cosa potrà diventare.

Lui sa benissimo di essere un guardiano, si allena per questo, ma non ha mai incontrato veramente dei nemici efferati e crudeli come Danielle che sono la personificazione mostruosa del male stesso. L’episodio orrendo a cui assiste e di cui è vittima gli apre gli occhi. Da qui inizia il percorso che lo renderà il Patrick che abbiamo conosciuto in “Vincolo di sangue”.

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Perché è consigliato?

Perché Francesca Pace è una giovane scrittrice brava e intraprendente, e i suoi libri sono scritti in maniera accattivante. 😉 Che aspettate? Cliccate qui.

Buona lettura!

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Seija, Millennio di Fuoco – Cecilia Randall

Ciao amici!

Credo che ormai siate tutti tornati dalle ferie, eh? Non disperate, si può sempre leggere.

Io sono qui con una nuova recensione. Udite, udite: parliamo di un fantasy.

 

SEIJA – MILLENNIO DI FUOCO

Cecilia Randall

Mondadori

Seija

Trama

Baviera 1999 d.C. Mille anni sono trascorsi da quando il demoniaco popolo vaivar è apparso in Europa, muovendo dalle lande desolate oltre il Volga per reclamare il possesso delle terre abitate dagli umani e cambiare la Storia per sempre. Da allora una guerra infinita strazia il continente ormai condannato a un eterno medioevo, in cui i regni nati dalle ceneri dell’antico Sacro Impero sopravvivono a fatica tra alleanze precarie, rovesciamenti di fronte ed epidemie. I vaivar avanzano con armate di creature innaturali e spaventose, i manvar: la loro marcia procede inesorabile e sono giunti ormai nel cuore della Baviera. Ed è qui che troviamo Seija, giovane coraggiosa e tenace, l’erede di un’antica stirpe di guerrieri pagani, cacciati dalle terre di Kaleva proprio in seguito all’invasione dei vaivar. Adesso il suo popolo, decimato e nomade, sopravvive offrendo ai cristiani la propria abilità militare in cambio di cibo e di un luogo sicuro in cui piantare le tende. Seija è pronta alla lotta contro l’esercito vaivar comandato dal più grande nemico degli umani: Raivo, il Traditore dalla Mano Insanguinata, stratega temibile, condottiero spietato e unico uomo a essersi venduto anima e corpo ad Ananta, l’immortale regina dei vaivar, per farsi trasformare in un demone plurisecolare e sterminare quella che una volta era la sua specie. Ma quando Seija è costretta ad affrontare il Traditore nel pieno della battaglia, il fantasma di un antico segreto cambia per sempre il suo destino.

L’autrice

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Cecilia Randall, pseudonimo di Cecilia Randazzo, è una scrittrice italiana, autrice di romanzi fantasy e racconti. È conosciuta in particolar modo per la trilogia di Hyperversum. Nata a Modena, dopo aver frequentato il liceo linguistico si è laureata in Lingue e Letterature Straniere presentando una tesi sul Romanticismo tedesco e le sue influenze sulla cultura italiana dell’Ottocento. Dopo la laurea ha ottenuto un master in Comunicazione e Tecnologie dell’Informazione presso l’Università di Bologna. Lavora come grafico e web designer in un’azienda specializzata in servizi per il web e occasionalmente come illustratrice.

Nel dicembre 2006 ha pubblicato il romanzo Hyperversum, con il quale si è aggiudicata nel 2007 il Premio Letterario Nazionale Insula Romana (XXX edizione) per la sezione “Narrativa edita ragazzi”. Nell’ottobre 2007 è stato pubblicato il secondo romanzo della serie, Hyperversum – Il falco e il leone e il 14 gennaio 2009 il terzo romanzo, Hyperversum – Il cavaliere del tempo. Il 19 ottobre 2010 è stato pubblicato il romanzo Gens Arcana, ambientato nella Firenze rinascimentale di Lorenzo de’ Medici.

La scrittrice ha inoltre partecipato alla stesura delle antologie L’ombra del duomo e Mutazioni insieme ad altri scrittori, utilizzando il proprio vero nome. Nel 2009 ha dato alle stampe il racconto Angeli e uomini, nell’antologia Sanctuary.

Il 15 ottobre 2013 è stato pubblicato il romanzo Millennio di fuoco – Seija. Il secondo e ultimo romanzo della saga, Millennio di fuoco – Raivo, è stato pubblicato il 16 settembre 2014. Il 5 ottobre ha avuto un figlio che ha rinviato tutti i progetti futuri al 2015.

Recensione

Diciamolo subito (anche se chi mi segue da un po’ ne è già a conoscenza): il fantasy non è il mio genere preferito, tuttavia ultimamente sto apprezzando diversi libri del genere. Questo in particolare mi è stato consigliato da un’amica. Spesso apprezziamo le stesse letture, per cui l’ho comprato a occhi chiusi. Devo dire che è stata una scelta azzeccata.

La storia, che crea un universo parallelo in cui il medioevo si è protratto fino ai giorni nostri, è interessante e ben narrata. I personaggi sono realistici nonostante il contesto fantasioso. Le metafore utilizzate dall’autrice sono originali e funzionali, accattivanti. I punti di forza maggiori sono la straordinaria descrizione degli ambienti, che raccoglie tutti i cinque sensi e li esalta senza forzature, e l’ottima descrizione delle scene dinamiche, nonché una protagonista forte e carismatica ma profondamente umana.

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Valutazione:

5

Il trono usurpato – David Gaider

Salve a tutti, eccomi con una nuova recensione.

Partiamo dal fatto che non amo il genere fantasy nella letteratura. Mi piace invece molto per quanto riguarda i videogiochi, così quando ho trovato un romanzo basato su Dragon Age: Origins (il mio videogioco preferito) mi sono detta che forse questo fantasy l’avrei apprezzato molto.

IL TRONO USURPATO

David Gaider

Multiplayer Edizioni

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Trama

Dopo che la madre, l’amata Regina Ribelle, è stata ingannata e uccisa dagli infidi nobili della sua corte, il giovane Maric diventa il capo di un’armata di ribelli nel tentativo di liberare il proprio popolo dal dominio di un tiranno straniero. I suoi compatrioti vivono nella paura, i suoi comandanti lo ritengono inesperto; i suoi unici alleati sono Loghain, un giovane e arrogante fuorilegge che gli ha salvato la vita, e Rowan, la splendida guerriera a lui promessa sin dalla nascita. Circondato da spie e traditori, Maric dovrà trovare il modo non solo per sopravvivere, ma anche per compiere il proprio destino: restituire la libertà a Ferelden e il trono usurpato alla propria discendenza.

L’autore

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David Gaider è uno scrittore e game designer canadese, lavora come sviluppatore di giochi Edmonton, Alberta, BioWare, dal 1999.
Gaider ha iniziato la sua vita professionale come fornitore per ristoranti e alberghi, mentre la progettazione del gioco era un hobby. Un amico di Gaider, Kalvin, cominciò a lavorare alla BioWare e suggerì il suo nome. Gaider ottenne il lavoro e, come primo incarico, gli fu dato il compito di fornire disegni per Baldur’s Gate 2. Egli ha scritto i personaggi HK-47, Jolee Bindo e Carth Onasi per Star Wars: Knights of the Old Republic, ed è stato scrittore per Neverwinter Nights: Hordes del Sottosuolo, su cui ha scritto sia Deekin e Valen Shadowbreath. Gaider è stato impostato come editorialista sul successore spirituale di Baldur’s Gate, Dragon Age: Origins, creando il mondo di Thedas in cui il gioco è ambientato. Ha scritto i personaggi di Zevran, Alistair, Cailan, Morrigan, Shale e Duncan, come le missioni “La natura della Bestia” e “Redcliffe”. Dopo il successo di Origins, Gaider anche scritto il suo prequel, The Stolen Throne e The Calling. Successivamente, Gaider ha scritto per Dragon Age II, dove ha avuto un contributo importante per la trama, creando i personaggi di Cassandra, Fenris, e Meredith, e scrisse il romanzo di follow-up, Asunder, che è stato pubblicato il 20 dicembre 2011. Nel 2012, Gaider ha pubblicato Dragon Age: The Silent Grove, una serie a fumetti pubblicata dalla Dark Horse Comics.

Recensione

Il trono usurpato racconta gli eventi che precedono la storia di Dragon Age: Origins. Siamo nel Ferelden alla fine dell’Era Benedetta, quando il principe Maric, ultimo reale del regno, cerca di riconquistare il trono strappatogli dagli invasori orlesiani.

Il fatto di esporre i fatti di gioventù di alcuni dei personaggi del videogioco (per esempio Loghain) è secondo me il punto forte del libro. Nel giovane Maric si ritrova molto del temperamento che poi avrà il figlio illegittimo Alistair nel videogioco.

L’ambientazione (Ferelden) e le vicende storiche (del Thedas in generale) mi hanno fatto apprezzare molto il libro; tra l’altro la narrazione ha un buon ritmo, né veloce né lento, e lo stile dell’autore (sceneggiatore di Dragon Age: Origins) è piacevole e fluido, capace di trasportare il lettore nel bel mezzo di una battaglia senza che se ne sia reso conto.

Un buon fantasy in generale, e un bellissimo libro che non può mancare nelle librerie degli appassionati gamer della saga di Dragon Age.

Valutazione:

5

Approfondimenti

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Dragon Age: Origins è un gioco di ruolo sviluppato da Bioware e distribuito da Electronic Arts. Pubblicato il 3 novembre 2009 per PC, XBox 360 e Playstation 3, è diventato disponibile anche per Mac OS X il 21 dicembre 2009 e costituisce il primo capitolo della saga Dragon Age.

Durante l’edizione 2004 dell’E3, Bioware ha annunciato lo sviluppo di un nuovo gioco intitolato Dragon Age. Il 10 luglio 2008 il nome è stato cambiato in Dragon Age: Origins. La versione del gioco per Playstation 3, inizialmente non prevista, è stata invece rilasciata insieme a quella per PC e XBox 360. Il titolo in questione è stato definito da Ray Muzyka come “il seguito spirituale di Baldur’s Gate”, gioco di ruolo realizzato da Bioware nel 1998[4]; l’ambientazione, i combattimenti e lo sviluppo del personaggio, tuttavia, sono stati creati ex novo dagli stessi sviluppatori e non presentano alcun legame né con i Forgotten Realms né con il sistema di regole di Dungeons & Dragons (salvo qualche velato riferimento a frasi e individui che compaiono nel su citato gioco).

Trama

Il gioco è ambientato nel Ferelden, una delle nazioni del vasto mondo di Thedas, nel pieno dell’invasione di temibili e sanguinarie creature note come Prole Oscura. Benché dimorino nelle Vie Profonde, un complesso sistema di gallerie sotterranee create dai nani, una volta ogni 200 anni (400 in questo caso) raggiungono la superficie, distruggendo tutto ciò che incontrano sul loro cammino. Questo evento prende il nome di Flagello.

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Le prime ore di gioco variano a seconda della razza e della classe scelta, caratteristiche che influenzano anche il modo in cui i personaggi si relazionano con il giocatore. Esistono sei diverse storie relative alle origini del protagonista; in ognuna di esse verrà infine scelto dal Custode Grigio Duncan come nuovo membro dell’Ordine. Per diventarlo il personaggio deve recarsi nelle Selve Korcari, insieme al Custode Grigio Alistair e altri due aspiranti membri dell’Ordine. Obiettivo della missione è recuperare 3 fiale di sangue della Prole Oscura e i trattati dei Custodi Grigi. Giunti sul luogo il gruppo incontra Morrigan, una Strega delle Selve. Questa afferma che i trattati dei Custodi Grigi, riguardanti l’alleanza fra i popoli contro la minaccia della Prole Oscura, sono in possesso di sua madre Flemeth. Morrigan conduce il gruppo in una capanna in mezzo alle Selve dove incontrano l’anziana signora, la quale consegna i trattati alle reclute. Tornati da Duncan, viene quindi effettuate il rituale dell’Unione, che consiste nel far bere a ciascuna delle reclute il sangue raccolto. Alla prova sopravvive solo il protagonista, e viene quindi ufficialmente riconosciuto come un Custode Grigio. Si tiene quindi una grande battaglia contro un esercito di Prole Oscura giunta all’accampamento dell’esercito re e dei Custodi Grigi, che viene persa da quest’ultimi quando Teyrn Loghain, padre della regina e quindi suocero di re Cailan, fa ritirare la sua armata anziché intervenire in aiuto del re come precedentemente convenuto. Il protagonista e Alistair riescono a salvarsi solo grazie all’intervento di Flemeth, che trasformatasi in un corvo gigante li trae in salvo. Risvegliatisi, gli ultimi due Custodi Grigi decidono subito di partire in viaggio accompagnati da Morrigan per chiedere, sfruttando i trattati, quanto più aiuto possibile in tutto il Ferelden, sia per contrastare Loghain, che nel frattempo ha usurpato il trono del re, che per combattere il Flagello.

Personaggi

Mabari

Dog_imageAnimale simile ad un grosso cane. I mabari sono noti segugi da guerra che rispondono soltanto agli ordini impartiti dal padrone; altre persone che tentino di farlo rischiano persino di essere uccisi. Se il giocatore veste i panni dell’umano nobile, sarà il primo membro del gruppo che incontrerete; diversamente, sarà possibile arruolarlo svolgendo un’apposita missione a Ostagar.

Alistair

NPC-AlistairUno degli ultimi due Custodi Grigi rimasti nel Ferelden. È stato cresciuto dall’Arle di Redcliffe, Eamon, e poi mandato a forza in un monastero dall’Arlessa, consorte dell’Arle, per mettere a tacere le voci secondo cui il giovane era un figlio bastardo. Alistair da allora non li vide più, e poco prima di prendere i voti come Templare, verrà portato via da Duncan che, invocando il diritto di coscrizione, lo farà diventare un Custode Grigio. Con l’avanzare della trama si scoprirà che Alistair è in realtà membro della famiglia reale, nonché fratello del defunto Re Cailan. La storia d’amore con Alistair è possibile con un personaggio femminile di qualsiasi razza.

Morrigan

Morrigan_profileFiglia della famigerata Strega delle Selve Flemeth, Morrigan è un’incantatrice arrogante e cinica che tiene molto al suo aspetto, sebbene cerchi di non farlo notare. È una mutaforma, possiede cioè l’abilità di assumere forme animali. Ha trascorso tutta la sua vita nelle Selve, una vita che lei stessa definisce solitaria e che non le ha consentito di coltivare relazioni sociali. Il ritrovamento del grimorio di Flemeth le consentirà di scoprire che la madre riesce a vivere per interi secoli prendendo possesso dei corpi delle figlie, ragion per cui chiederà al protagonista di ucciderla. La storia d’amore con Morrigan è possibile con un personaggio maschile di qualsiasi razza.

Leliana

2586048-lelianaLeliana è un’asserente della Chiesa: condivide lo stile di vita, gli ideali e i dogmi dei suoi fratelli e sorelle pur non avendo preso i voti. Si dice determinata ad aiutare il protagonista a porre fine al Flagello in virtù di una misteriosa visione mandatale dal Creatore. Quando il rapporto con il Custode Grigio diventerà più profondo, la giovane spiegherà di aver scelto la vita nel monastero per scappare da Marjolane, una spia di Orlais destinata a ricomparire con prepotenza nella vita della ragazza. La storia d’amore con Leliana è possibile con personaggi di entrambi i sessi e di qualsiasi razza.

Sten

Sten2Sten è un Qunari, razza proveniente dai territori del Nord. Spiega di essere giunto nel Ferelden per ordine del suo generale, il quale gli ha chiesto di trovare la risposta alla domanda “Cos’è il Flagello?”. Poco dopo il suo arrivo verrà però condannato alla prigionia per aver sterminato la famiglia di contadini che gli aveva salvato la vita. Il giocatore ha la possibilità di liberarlo (dimodoché cerchi la redenzione combattendo la Prole Oscura) oppure lasciarlo al proprio destino.

Wynne

soundtrack-dragon-age-pc-game-77361Wynne è un’anziana maga che insegna ai nuovi arrivati alla Torre del Circolo come servirsi della magia senza pericoli. Partecipa con fierezza alla battaglia di Ostagar, riuscendo a salvarsi malgrado la catastrofica sconfitta. Non appena il giocatore si reca alle sponde del Lago Calenhad, scoprirà che la Torre è caduta nelle mani degli abomini e che Wynne è intenzionata a porre fine a questa minaccia. Eliminato Uldred, il responsabile dei disordini, offrirà i propri servigi al Custode.

Zevran

Zevran-Arainai-dragon-age-origins-30432884-1011-574Zevran è un discendente degli elfi Dalish ed un membro dei Corvi di Antiva, una società di assassini con ramificazioni in numerosissime regioni. Questi gli propongono di uccidere il protagonista su richiesta di Arle Howe, forte del benestare di Loghain. Sconfiggendolo dopo l’agguato, il giocatore potrà decidere se ucciderlo o accettare la sua proposta di alleanza. Per quanto possa sembrare cinico e malizioso in ogni suo discorso, l’elfo ha avuto un’infanzia durissima in quanto orfano di entrambi i genitori: la madre, una prostituta di Antiva, è morta dandolo alla luce, mentre il padre, un taglialegna, è scomparso a causa di una malattia. È stato quindi cresciuto dai Corvi di Antiva, imparando ogni segreto nell’arte dell’assassinio. La storia d’amore con Zevran è possibile con personaggi di entrambi i sessi e di qualsiasi razza.

Oghren

20100402_1318451Oghren è un nano della città di Orzammar. Aiuterà il giocatore ad inoltrarsi nelle Vie Profonde per trovare la moglie Branka, partita alla ricerca dell’Incudine del Vuoto, un antico manufatto creato dal Campione Caridin per forgiare Golem (usando le anime di volontari e non). Il protagonista potrà scegliere se preservare l’Incudine o distruggerla. In entrambi i casi, Oghren offrirà al Custode Grigio la propria lama per sconfiggere il male che minaccia Ferelden, abbandonando pertanto Orzammar. Dopo un iniziale periodo di adattamento alla superficie, ne scoprirà la bellezza, le particolarità ma soprattutto la qualità della birra, da lui assunta costantemente in grande quantità.

Shale

ShalePortrait--article_imageShale è un golem reclutabile soltanto dopo aver scaricato il DLC “Il prigioniero di Pietra”. Il suo precedente padrone, Wilhem, la portò sulla superificie dopo averla rinvenuta casualmente nelle Vie Profonde; da allora la impiegò come servitore personale, sino a quando la situazione non divenne talmente insopportabile che Shale uccise Wilhem. Subito dopo però si bloccò, incapace di muoversi e di proferire parola. L’incontro con un mercante di nome Felix consentirà al giocatore di dirigersi verso Honnleath, città dove il golem giace ancora immobile.

Loghain

tumblr_nf11usMHn41t2dxlro1_500Teyrn Loghain, padre di Anora e quindi suocero di Cailan, è il cattivo per almeno 2/3 della storia. Successivamente all’incontro dei popoli, il giocatore può scegliere di giustiziarlo (e quindi non diventerà mai più un personaggio del gruppo), o fargli compiere l’iniziazione, avendo una vendetta comunque adeguata. Non passandola, infatti, perirebbe e passandola sarebbe “condannato” a diventare un Grey Warden e ad aiutare il protagonista (questa è l’argomentazione posta da Anora per convincere il giocatore, risparmiandolo può essere scelto come sacrificio contro l’arcidemone, se si prende questa decisione morirà e sarà considerato un eroe insieme al personaggio principale che però rimarrà in vita.). Risparmiandolo, però, scatenerete la furia di Alistair, che desiderava vederlo morto più di ogni altra cosa (d’altronde Loghain è la causa della morte del fratello Cailan e del mentore Duncan), che indipendentemente dalle vostre mosse e risposte per convincerlo a restare abbandonerà il gruppo.

Fonti: Wikipedia

I signori dei primordi – Andrea Micalone

Cari amici,

in questo weekend quasi natalizio torno a parlarvi di un autore che abbiamo conosciuto tempo fa in un articolo dedicato al primo volume della sua saga. Sto parlando di Andrea Micalone e potete leggere l’articolo in questione qui. Ora vi presento quindi il secondo volume della stessa serie.

 

IL TRAMONTO DELLA LUNA: I SIGNORI DEI PRIMORDI

Andrea Micalone

Self  publishing

I Signori Dei Primordi Copertina

Trama

Dopo i drammatici avvenimenti accaduti durante l’Assemblea degli Alti Patti, il Norrendal deve adesso affrontare i temibili eserciti comandati dalla misteriosa “Mente”. Enestar ed Ellendar dovranno perciò recarsi alla Gatierf Edria, la Fortezza delle Terre Oscure, per difendere quell’ultimo baluardo che separa la civiltà dal suo annientamento. Nel frattempo Airalos affronterà le remote terre orientali, dove pare che regnino ancora i “Signori dei Primordi”.

 

Perché è consigliato?

Dopo l’affascinante esordio Il tramonto della luna: Le origini della notte, Andrea Micalone torna a incantarci con un’avventura dai risvolti magici ancora più oscuri e torbidi rispetto alla precedente. Legami e amicizie tra i personaggi conosciuti nel primo libro sono messi ora in discussione in maniera profonda. L’avventura e l’azione sono i pilastri su cui poggia l’intera narrazione.

Ideale per chi ama il genere fantasy ma anche per chi vuole avvicinarvisi per la prima volta.

Link utili

 

Buona lettura!

Bestseller inizialmente respinti #3 – Le cronache di Narnia

Eccoci al terzo appuntamento con la nuova rubrica Bestseller inizialmente respinti. Negli scorsi appuntamenti abbiamo parlato di Agatha Christie e J. K. Rowling che si sono viste rifiutare più volte libri che poi sono diventati successi mondiali.

Oggi invece portiamo l’attenzione su C. S. Lewis, autore de Le cronache di Narnia. L’autore pubblicò diversi libri prima di arrivare a proporre la pubblicazione della celebre saga. Inizialmente rifiutata più volte, quando finalmente ottiene un contratto di pubblicazione la saga è talmente richiesta da essere tradotta in 47 lingue e vendere 100 milioni di copie. In casi come questo penso sempre a come si sentono poi gli editori che hanno rifiutato la pubblicazione. Poveretti.

 

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C. S. Lewis

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Clive Staples Lewis, in breve C. S. Lewis (Belfast, 29 novembre 1898 – Oxford, 22 novembre 1963), è stato uno scrittore e filologo britannico.
Fu docente di lingua e letteratura inglese all’Università di Oxford, dove divenne amico di J. R. R. Tolkien col quale – insieme anche a Charles Williams ed altri – fondò il circolo informale di discussione letteraria degli Inklings.
È noto al grande pubblico soprattutto come autore del ciclo di romanzi Le cronache di Narnia.
Le vicende biografiche di Lewis si possono ritrovare tematizzate nelle sue opere: si veda ad esempio la morte della madre avvenuta quando Lewis aveva solo 10 anni o la complessa evoluzione intellettuale del giovane Lewis sfociata nella conversione al cristianesimo anglicano, per non parlare dell’amicizia con i membri del club degli Inklings J.R.R. Tolkien e Charles Williams.

Nel 1919, appena congedato dal servizio militare, Lewis pubblica la raccolta di poesie Spirits in Bondage. Nel 1926 pubblica un poema narrativo intitolato Dymer sotto lo pseudonimo Cluve Hamilton. I due libri hanno un esito editoriale deludente.
Il primo libro che dà a Lewis una certa fama – anche se venne stroncato dalla critica – è invece Le due vie del pellegrino (Pilgrim’s Regress) pubblicato nel 1933. Si tratta di un racconto allegorico che descrive l’esperienza autobiografica di Lewis stesso, il passaggio dalla fede dell’infanzia all’ateismo e il successivo ritornare al cristianesimo dopo un breve passaggio attraverso la filosofia idealistica.
Fondamentali per capire la visione del mondo di Lewis sono i tre romanzi di fantascienza. La trilogia spaziale (Space Trilogy) venne scritta in seguito ad una scommessa con l’amico Tolkien. Lewis si impegnò a scrivere un “viaggio nello spazio”, mentre Tolkien doveva scrivere una storia incentrata su un “viaggio nel tempo”. Al centro di entrambe le opere doveva esserci il concetto del Mito e della sua riscoperta. Tolkien non portò a termine il suo “viaggio”, un romanzo intitolato La strada perduta che riprendeva la mitologia del Silmarillion, mentre Lewis andò oltre, realizzando tra il 1938 e il 1945 la trilogia composta dai volumi Lontano dal pianeta silenzioso, Perelandra e Quell’orribile forza.
Nel 1945 Lewis pubblica Il grande divorzio, un sogno o visione ispirato alla Divina Commedia di Dante. Lewis immagina di viaggiare nell’oltretomba guidato da George MacDonald e di incontrare le anime dei defunti che devono dimostrare di aver superato il pregiudizio fondamentale che le mantiene prigioniere dell’Inferno: l’idea per cui “Io sono mio”.

IL PENSIERO

Nei romanzi di Lewis è sempre presente una visione filosofica abbastanza complessa anche se non esposta organicamente. Comprenderne i fondamenti è importante per cogliere a fondo anche gli altri aspetti delle sue opere. Poiché una parte importante della vita dell’autore è stata occupata dal percorso personale che lo ha portato dall’ateismo alla convinzione che esiste un Dio personale e che questo Dio è quello rivelato dal cristianesimo, l’analisi delle motivazioni razionali che stanno alla base della fede di Lewis è importante per comprenderne il pensiero. Ma un posto altrettanto importante (o forse più importante) va assegnato ad altre tematiche a cui Lewis dedica spazio nelle sue opere, e cioè il tema del desiderio come elemento essenziale costitutivo dell’esperienza umana e il tema della fondamentale continuità e affinità tra le religioni e i miti precristiani e la verità rivelata nel cristianesimo.

LE CRONACHE DI NARNIA

Il successo arride a Lewis con la serie di fiabe moderne, scritte tra il 1950 ed il 1956, che compongono la saga de Le cronache di Narnia.
Essa è composta da sette libri pubblicati in epoche differenti e narra la storia del mondo di Narnia. Si tratta di un luogo fantastico, in cui gli animali parlano, la magia è comune e il bene è in lotta con il male. Oltre ai numerosi temi cristiani, la serie prende in prestito anche personaggi ed idee della mitologia greca e romana, dai racconti tradizionali britannici e dalle fiabe irlandesi.
Secondo alcune fonti, il nome di Narnia era conosciuto a Lewis fin dall’infanzia, tanto che nel suo atlante latino era sottolineata, nella cartina d’Italia, la città di Narnia ora chiamata Narni.
Dal libro la casa di produzione Walden Media ha sviluppato un ciclo di film. Il primo episodio, Le cronache di Narnia: il leone, la strega e l’armadio, è uscito nel 2005, il secondo, Il principe Caspian, nel 2008 ed il terzo, Il viaggio del veliero, nel 2010.
Il ciclo di Narnia ha subito anche pesanti critiche, prevalentemente da parte di oppositori che ne hanno criticano l’ideologia di fondo; in particolare, lo scrittore Philip Pullman in un articolo pubblicato su The Guardian nel 1998espone le sue perplessità sulle modalità con cui Lewis introduce idee religiose e filosofiche in opere per l’infanzia. Lo stesso Pullman ha pubblicato tra il 1995 e il 2000 un ciclo di tre romanzi fantasy che secondo alcuni sarebbero una replica, ugualmente colma di idee filosofiche e religiose, alle cronache di Narnia.

Nel 2007 Michael Ward ha pubblicato Planet Narnia in cui sostiene che l’intera opera letteraria di Lewis è una forma di allegoria in cui sono codificati riferimenti al pensiero cosmologico medievale. Questi riferimenti fanno delle Cronache di Narnia qualcosa di simile alla Divina Commedia di Dante per cui la lettura del significato dell’opera è possibile solo con un’adeguata esegesi che viene fornita dall’autore. Il libro di Ward è un saggio accademico per il pubblico specialista ma da esso lo stesso autore ha ricavato nel 2010 un saggio divulgativo dal titolo The Narnia Code che è stato usato dalla BBC come soggetto di un documentario trasmesso in Italia da BBC Knowledge nel 2011.

Diversi film sono stati tratti dai libri.

 

 

Fonte: Wikipedia

Le Origini della Notte – Andrea Micalone

Ciao amici,

come procede la settimana? Tra il lavoro e lo studio trovate il tempo per leggere? Io lo trovo anche a discapito del sonno 😉

Questa volta ho scelto di cambiare un po’ genere di lettura: ecco a voi la recensione di un fantasy.

LE ORIGINI DELLA NOTTE (SERIE: IL TRAMONTO DELLA LUNA)

Andrea Micalone

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Le Origini Della Notte - andrea micalone

Trama

Cosa sono le strane creature avvistate tra i ghiacci dai cacciatori di pinguini? Dove sono finiti i seimila abitanti della cittadina di Bardumillar, ridente borgo ai piedi delle montagne? E soprattutto, chi è il ragazzo delle risaie dotato di incredibili poteri che la gente chiama il “Salvatore”?
Da queste domande prende avvio il primo appassionante capitolo della saga che sta ridefinendo il fantasy classico. Tra battaglie campali e intrighi di potere, il “Tramonto della Luna” ha avuto inizio.

L’autore

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Andrea Micalone è nato ad Atri (Te) il 18/11/1990. Diplomatosi al Liceo Scientifico Tecnologico “G.Marconi” di Pescara, sta ora seguendo il corso di Laurea in Lettere Moderne all’università “G. D’annunzio” di Chieti. Ha scritto il suo primo libro all’età di otto anni e da allora non ha più smesso di sprecare inchiostro, nel tentativo di emulare i suoi inarrivabili punti di riferimento. Nel 2010 una sua poesia è stata selezionata per la pubblicazione nell’antologia di poeti contemporanei “Il Sogno”, curato dal collettivo Poesiaèrivoluzione. Sempre nel 2010 ha ricevuto poi il Premio Speciale della giuria alla Dodicesima Edizione del Premio Nazionale di Poesia “Oreste Pelagatti” tenutosi a Civitella del Tronto. Nel 2011 ha pubblicato una sua raccolta di racconti con Arduino Sacco Editore, dal titolo “Buonanotte ai Sognatori”. Nel 2013 invece, grazie al romanzo di genere fantascientifico “Hodoeporicon”, è rientrato tra gli otto finalisti del Premio Urania della Arnoldo Mondadori Editore.

Recensione

Che bello parlare di giovani autori italiani che, nonostante le difficoltà incontrate nel mondo dell’editoria, si impegnano per far conoscere le proprie storie. È il caso di Andrea Micalone, che ha deciso di distribuire gratuitamente il primo capitolo della sua saga fantasy.

Le Origini della Notte trasporta il lettore in un mondo intriso di magia.

Benché io non sia un’affezionata del genere (per quanto riguarda i libri, almeno) ho trascorso piacevoli ore in compagnia di questo romanzo.

La storia è coinvolgente e ben narrata. Le atmosfere e alcuni luoghi (per esempio la città dei nani e i problemi del Concilio) ricordano quelli del videogioco Dragon Age: Origins. Considerato che il videogioco in questione è il mio preferito ho apprezzato le affinità tra il libro e il gioco appunto, perché comunque non sono esagerate e non si può dire che l’autore ne abbia abusato.

I personaggi sono numerosi mentre i protagonisti sono descritti in maniera efficace, con un retroscena di esperienze che rende credibili le loro qualità e peculiarità caratteriali.

La narrazione è scorrevole nonostante i numerosi colpi di scena e la violenza di alcuni passaggi. Lo stile fresco facilita una lettura piacevole e veloce, adatta soprattutto ai lettori più giovani.

Un libro consigliato agli amanti del genere ma anche a coloro che vogliono avvicinarsi per la prima volta al fantasy, e grazie alla distribuzione gratuita non ci sono davvero scuse per lasciarselo sfuggire.

Valutazione:

4

Allora, dove trovarlo? C’è solo l’imbarazzo della scelta:

Buona lettura!

Best seller inizialmente respinti #2 – Harry Potter

Secondo appuntamento con la nuovissima rubrica Best seller inizialmente respinti. Se avete perso il primo appuntamento, in cui oltre a introdurre la rubrica abbiamo parlato di Agatha Christie, cliccate qui.

La scrittrice protagonista dell’articolo di oggi è J. K. Rowling, autrice della serie di libri sulle avventure del famoso mago Harry Potter.

La Rowling terminò il primo libro nel 1995 e, dopo numerosi e infruttuosi tentativi di trovare un agente letterario, finalmente la Christopher Little Literary Agency accettò di rappresentare il manoscritto. Non è finita qui. L’agenzia collezionò  ben 12 rifiuti consecutivi da parte di editori, fino a che la figlia di otto anni dell’editore Bloomsbury (una casa editrice all’epoca non molto conosciuta) chiese di leggere il manoscritto completo. L’editore accettò di pubblicare il libro ma consigliò all’autrice di trovare un lavoro fisso perché non sarebbe diventata ricca scrivendo libri per bambini. Tuttavia Harry Potter e la pietra filosofale da vita a una serie in cui gli ultimi quattro romanzi detengono il record di libri più velocemente venduti nella storia, su entrambi i lati dell’Atlantico, con vendite combinate di 450 milioni. Pensate che Harry Potter e l’Ordine della Fenice (2003) vendette 5 milioni di copie in 24 ore. Il sesto libro della saga, Harry Potter e il principe mezzosangue (2005), vendette 9 milioni di copie in 24 ore.

J. K. Rowling

JK+Rowling+JK

Joanne Rowling è nata a luglio del 1965 allo Yate General Hospital in Inghilterra ed è cresciuta a Chepstow, Gwent, dove ha frequentato il liceo Wyedean Comprehensive.

Jo lasciò Chepstow per frequentare l’Università di Exeter, dove conseguì una laurea in francese e studi classici, trascorrendo anche un anno a Parigi come parte dei suoi studi. Dopo la laurea traslocò a Londra per lavorare come ricercatrice ad Amnesty International, tra le altre mansioni. Iniziò a scrivere la serie di racconti di Harry Potter nell’attesa di un treno in ritardo durante il tragitto da Manchester a London King’s Cross e, nei cinque anni successivi, tracciò le trame di ciascun libro e iniziò la stesura del primo racconto.

Successivamente, Jo si trasferì in Portogallo per insegnare la lingua inglese. Si sposò a ottobre del 1992 ed ebbe una figlia nel 1993. Quando il suo matrimonio finì, fece ritorno nel Regno Unito con sua figlia Jessica per andare a vivere a Edimburgo, dove Harry Potter e la Pietra Filosofale fu ultimato. Il libro fu inizialmente pubblicato dalla casa editrice per narrativa infantile Bloomsbury a giugno del 1997, sotto lo pseudonimo J K Rowling. La lettera “K”, che sta per Kathleen, il nome della sua nonna paterna, fu aggiunta dietro richiesta dell’editore, per timore che il pubblico target del libro (gli adolescenti) accettasse con difficoltà una scrittrice donna.

Il secondo volume della serie, Harry Potter e la Camera dei Segreti, fu pubblicato a luglio del 1998 e rimase al numero uno delle classifiche dei libri best seller in edizione rilegata per adulti per un mese dopo la sua pubblicazione. Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban fu pubblicato l’8 luglio del 1999 e riscosse un successo planetario, con una permanenza di quattro settimane nelle classifiche dei libri best seller in edizione rilegata per adulti del Regno Unito.

Il quarto volume della serie, Harry Potter e il Calice di Fuoco fu pubblicato l’8 luglio del 2000 con una prima tiratura record di 1 milione di copie per il Regno Unito. Superò rapidamente tutti i record di vendita come libro più venduto nel primo giorno di pubblicazione del Regno Unito.

Harry Potter e l’Ordine della Fenice fu pubblicato in Gran Bretagna, Stati Uniti, Canada e Australia il 21 giugno del 2003 e superò i record segnati da Harry Potter e il Calice di Fuoco come libro più rapidamente venduto della storia. Harry Potter e il Principe Mezzosangue fu pubblicato nel Regno Unito, negli Stati Uniti e in altri paesi anglofoni il 16 luglio 2005 e ottenne gli stessi record di vendita.

Il settimo e ultimo libro della serie, Harry Potter e i Doni della Morte, fu pubblicato nel Regno Unito, negli Stati Uniti e in altri paesi anglofoni nel 2007.

J.K. Rowling ha anche scritto due piccoli volumi, che compaiono come titoli dei libri di scuola di Harry all’interno dei romanzi. Gli animali fantastici: dove trovarli e Il Quidditch attraverso i secoli furono pubblicati a marzo del 2001 a favore dell’associazione di beneficenza Comic Relief.

A dicembre del 2008, Le fiabe di Beda il Bardo fu pubblicato in supporto del Children’s High Level Group (ora Lumos).

Oltre ad essere insignita dell’Eccellentissimo Ordine dell’Impero Britannico (OBE) per i servizi alla letteratura per ragazzi, J.K. Rowling ha anche ricevuto numerosi premi e onorificenze, tra cui il Premio Principe delle Asturie per la Concordia, il Premio francese Légion d’Honneur e il Premio Hans Christian Andersen, ed è intervenuta in qualità di relatrice principale presso l’Università di Harvard, Stati Uniti. Sostiene un gran numero di cause benefiche attraverso il proprio fondo fiduciario appositamente istituito, Volant, ed è la fondatrice del Lumos, un’associazione benefica creata allo scopo di trasformare le vite dei bambini più disagiati.

Nel 2012, J.K. Rowling ha pubblicato il suo primo romanzo per adulti, Il Seggio vacante (Adriano Salani Editore S.p.A), ora disponibile in 44 lingue.

J.K. Rowling è anche l’autrice di Il Richiamo Del Cuculo (Adriano Salani Editore S.p.A), il suo primo romanzo giallo sotto lo pseudonimo di Robert Galbraith, che è stato pubblicato nel 2013 e sarà tradotto in 37 lingue. È prevista la pubblicazione di un secondo romanzo di Robert Galbraith nel 2014.

Attualmente J.K. Rowling è impegnata nella stesura della sceneggiatura di Gli animali fantastici: dove trovarli, una storia originale ambientata nell’universo dei maghi e delle streghe, in parte già nota ai fan di Harry Potter. Segna il suo debutto nel mondo della sceneggiatura e il lancio di una nuova serie cinematografica con Warner Bros.

J.K. Rowling vive a Edimburgo con suo marito e i suoi tre figli.

 

Le copertine della prima edizione Bloomsbury

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Le copertine della prima edizione italiana

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Famosissimi sono anche i film ispirati alla serie. Cosa ne pensate? Vi sono piaciuti più i film o i libri?

 

 

Fonti: Wikipedia, jkrowling.com

Multiversum – Leonardo Patrignani

Eccomi oggi a recensire il primo capitolo di una saga che mi è piaciuta molto.

MULTIVERSUM

Leonardo Patrignani

Mondadori

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Trama

Alex vive a Milano. Jenny vive a Melbourne. Hanno sedici anni. Un filo sottile unisce da sempre le loro vite: un dialogo telepatico che permette loro di scambiarsi poche parole e che si verifica senza preavviso, in uno stato di incoscienza. Durante uno di questi attacchi i due ragazzi riescono a darsi un appuntamento. Alex scappa di casa, arriva a Melbourne, sul molo di Altona Beach, il luogo stabilito. Ma Jenny non c’è. I due ragazzi non riescono a trovarsi perché vivono in dimensioni parallele. Nella dimensione in cui vive Jenny, Alex è un altro ragazzo. Nella dimensione in cui vive Alex, Jenny è morta all’età di sei anni. Il Multiverso minaccia di implodere, scomparire. Ma Jenny e Alex devono incontrarsi, attraversare il labirinto delle infinite possibilità. Solo il loro amore può cambiare un destino che si è già avverato.

L’autore

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Leonardo Patrignani è nato a Moncalieri nel 1980. Compositore, doppiatore e lettore appassionato dei romanzi di Stephen King, scrive dall’età di sei anni. I diritti del suo romanzo d’esordio, Multiversum, sono stati acquisiti da 18 Paesi.

Recensione

Lo dico subito: sono rimasta piacevolmente sorpresa. Non sempre mi capita di leggere libri capaci di trascinare in questo modo: dovevo leggere, leggere, leggere, sapere cosa sarebbe successo. La storia è originale e mi ha molto affascinata in quanto ho letto altro – su riviste scientifiche – che riguarda l’esistenza di più universi. Lo stile dell’autore è rapido e asciutto, le scene veloci ma efficaci. Le tematiche scientifiche sono trattate con una leggerezza che non guasta, rendendo la lettura ideale a giovani adulti e, anzi, credo che essa possa suscitare curiosità verso le teorie in questione. Un buon libro con il giusto miscuglio di azione, ragionamento, avventura e mistero, per non parlare degli scenari apocalittici e ipotetici che vengono descritti tramite pochi ma efficaci dettagli. Le ultime scene sono molto cinematografiche.

Se leggete il primo libro non avrete bisogno dei miei consigli per continuare la lettura, perché non potrete farne a meno, ma vi accenno comunque qualcosina. Il secondo capitolo della saga è davvero affascinante: Memoria, il luogo in cui si svolgono le vicende iniziali, è qualcosa di straordinario.

L’ultimo libro, Utopia – di cui ho terminato la lettura ieri -, è forse più movimentato dei precedenti e mostra un tocco di genio in più per ciò che riguarda le intricate vicende della trama. Stop, non posso dirvi altro altrimenti vi rovino la sorpresa.

Saga consigliatissima.

Valutazione:

5

Approfondimenti

Multiverso

Il multiverso è un insieme di universi coesistenti e alternativi al di fuori del nostro spaziotempo, spesso denominati dimensioni parallele, che nascono come possibile conseguenza di alcune teorie scientifiche.
Il termine fu coniato nel 1895 dallo scrittore e psicologo americano William James.
Dal punto di vista scientifico il concetto di multiverso è stato proposto in modo rigoroso per la prima volta da Hugh Everett III nel 1957 nell’interpretazione a molti mondi della meccanica quantistica.
Il concetto di universi paralleli venne introdotto in precedenza nella letteratura dallo scrittore di fantascienza statunitense Murray Leinster nel 1934, per essere ripreso in seguito da molti romanzi di narrativa fantascientifica e fantasy.

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Il multiverso nella cosmologia

Il multiverso è, scientificamente parlando, un insieme di universi coesistenti previsto da varie teorie, come quella dell’inflazione eterna di Linde o come quella secondo cui da ogni buco nero esistente nascerebbe un nuovo universo, ideata da Smolin. Le dimensioni parallele sono contemplate anche in tutti i modelli correlati al concetto di D-brane, classe di P-brane inerenti alla teoria delle stringhe.

Hugh Everett III e la sua “interpretazione a molti mondi”

Il concetto di multiverso viene proposto in modo serio per la prima volta nella cosiddetta “interpretazione a molti mondi” della meccanica quantistica, proposta da Hugh Everett III nella sua tesi di dottorato (The Many-Worlds Interpretation of Quantum Mechanics, abbreviata in MWI); questa interpretazione prevede che ogni misura quantistica porti alla divisione dell’universo in tanti universi paralleli quanti sono i possibili risultati dell’operazione di misura.
La teoria del multiverso proposta da MWI ha un parametro di tempo condiviso. In molte delle sue formulazioni, tutti gli universi costituenti il multiverso sono strutturalmente identici, e possono esistere in stati diversi anche se possiedono le stesse leggi fisiche e gli stessi valori delle costanti fondamentali. Gli universi costituenti sono inoltre non-comunicanti, nel senso che non può esservi un transito di informazioni tra di essi, anche se nell’ipotesi di Everett potenzialmente possono esercitare un’azione reciproca.

Interpretazione di Copenhagen

Altre interpretazioni della molti-mondi sono quella di Copenhagen e quella delle “storie consistenti”. In queste ipotesi, lo stato dell’intero multiverso è correlato agli stati degli universi costitutivi dalla sovrapposizione quantistica, ed è descritto da una singola funzione d’onda universale. Simili a questa visione sono l’interpretazione a molteplici storie di Feynman e quella di Zeh a molte menti.
L’interpretazione a molti mondi (Many Worlds Interpretation) non può spiegare l’apparente universo antropico, questo perché le costanti fisiche di almeno una parte degli infiniti possibili “mondi” sono le stesse. L’interpretazione a molti mondi può, comunque, spiegare l’esistenza (all’apparenza improbabile) di un pianeta come la Terra. Vedasi l’Ipotesi della rarità della Terra: se l’interpretazione a molti mondi fosse corretta, allora esistono così tante copie del nostro universo che l’esistenza di almeno un pianeta come la Terra non è sorprendente.

Teoria delle “bolle”

La formazione del nostro universo da una “bolla” del multiverso venne proposta da Andrej Linde. Questa teoria è nota come teoria dell’universo a bolle.
Il concetto dell’universo a bolle comporta la creazione di universi derivanti dalla schiuma quantistica di un “universo genitore”. Alle scale più piccole (quantistiche), la schiuma ribolle a causa di fluttuazioni di energia. Queste fluttuazioni possono creare piccole bolle e wormhole. Se la fluttuazione di energia non è molto grande, un piccolo universo a bolla può formarsi, sperimentare una qualche espansione (come un palloncino che si gonfia), ed in seguito potrebbe contrarsi. Comunque, se la fluttuazione energetica è maggiore rispetto ad un certo valore critico, si forma un piccolo universo a bolla dall’universo parentale, va incontro ad un’espansione a lungo termine, e permette la formazione sia di materia che di strutture galattiche a grandissima scala.
Una teoria formulata dal fisico Alexander Vilenkin afferma che il multiverso è formato da tanti universi, ognuno dei quali si trova confinato in una bolla in inflazione eterna (cioè in costante espansione esponenziale), incluso il nostro (ogni singolo universo, almeno rispetto ad osservatori situati al suo interno, deve implicare una genesi riconducibile o affine ad un Big-bang). In alcune zone di una bolla la deformazione dello spazio-tempo è tale da portare alla formazione di una nuova bolla, aprire un varco verso un nuovo universo; dopo un certo periodo, sempre per effetto della deformazione, la nuova bolla si stacca e si forma un universo del tutto indipendente, senza alcun punto di collegamento con quello di partenza.

Teoria del Multiverso di David Deutsch

Inoltre la “Teoria del Multiverso” conosce una fondamentale argomentazione da parte del fisico David Deutsch, uno dei massimi teorizzatori viventi della computazione quantistica e dei computer quantistici, che prevede proprio nella realizzabilità di tali dispositivi la prova sperimentale di una iper-struttura cosmologica detta appunto multiverso.

Teoria delle stringhe e delle superstringhe

Nell’ambito della teoria delle superstringhe, troviamo un quarto tipo di multiverso, le membrane. Secondo la teoria delle stringhe, la materia è composta da minuscole corde vibranti in uno spazio di 11 dimensioni (10+1), dunque 7 in più dallo spazio 3 D a noi noto (più la dimensione temporale).
Le stringhe potrebbero essere aggregate a membrane 3 D (o più) immerse in uno spazio molto più ampio (iperspazio), ogni membrana è un universo distinto. Alcuni scienziati ritengono che il Big Bang che ha dato origine al nostro universo sia stato originato da uno scontro tra due o più membrane.
Secondo la teoria delle stringhe e delle superstringhe, le ipotesi di natura corpuscolare e ondulatoria della materia non sono alternative. A un livello più microscopico, la materia appare composta da particelle, che in realtà sono aggregati di cariche energetiche. Ad una dimensione di analisi crescente, queste particelle si presentano composte da energia.
Il costituente primo della materia sono stringhe di energia che vibrano ad una determinata frequenza o lunghezza d’onda caratteristica, e che si aggregano a formare particelle.
Gli infiniti universi paralleli potrebbero coesistere nello stesso continuum di dimensioni, vibrando a frequenze differenti. Il numero di dimensioni necessarie è indipendente dal numero di universi, ed è quello richiesto per definire una stringa (al momento 11 dimensioni). Questi universi potrebbero estendersi da un minimo di 4 a tutte le dimensioni in cui è definibile una stringa. Se occupano 4 dimensioni, queste sono il continuo spazio-temporale: nel nostro spazio-tempo, coesisterebbero un numero infinito o meno di universi paralleli di stringhe, che vibrano entro un range di lunghezze d’onda/frequenze caratteristico per ogni universo. Coesistendo nelle stesse nostre 4 dimensioni, tali universi sarebbero soggetti a leggi aventi significato fisico analogo a quelle del nostro universo.
La novità di questa teoria è che gli infiniti universi non vivono in dimensioni parallele, né necessitano di postulare l’esistenza di più di 4 dimensioni di spazio-tempo. Ciò che consente di definire una pluralità di universi indipendenti non è un gruppo di 4 o più dimensioni per ogni universo, ma l’intervallo di lunghezze d’onda caratteristico.
L’intervallo teorico di frequenze/lunghezze d’onda per le vibrazioni di una stringa determina anche il numero finito/infinito di universi paralleli definibili.

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Possibile misurazione degli effetti del multiverso

Nel luglio del 2007 Tom Gehrels dell’University of Arizona ha pubblicato un articolo dal titolo “The Multiverse and the Origin of our Universe”, in cui vengono suggeriti degli effetti misurabili dell’esistenza del multiverso.

Ipotesi del Multiverso nella fisica

Laura Mersini-Houghton propose la teoria che il “cold spot” rivelato dal satellite WMAP potrebbe fornire un’evidenza empirica misurabile per un universo parallelo all’interno del multiverso. Secondo Max Tegmark, l’esistenza di altri universi è conseguenza diretta delle osservazioni cosmologiche. Tegmark descrive l’insieme generale di concetti correlati che condividono la nozione che esistono altri universi al di là di quello osservabile, e si spinge fino a fornire una tassonomia degli universi paralleli organizzata a livelli.

Fonte: Wikipedia

Jacques Korrigan a Brocéliande. Recensione + intervista agli autori

Quest’oggi vi parlo di una lettura particolarmente ricca che mi ha coinvolto molto. Inoltre gli autori hanno risposto alle mie domande ficcanaso, in quella che mi pare la più bella intervista pubblicata su questo blog. Apriamo l’articolo con un brano, consigliato direttamente dal protagonista del libro, che ci catapulta nelle atmosfere del romanzo.

Bran Vihan – An Hini A Garann, canzone tradizionale d’amore bretone. Flauto, chitarra e voce in un brano indimenticabile.

Jacques Korrigan a Brocéliande

Andrea Marinucci Foa – Manuela Leoni

ilmiolibro.it

 

copertina

 

Trama

Tre diverse organizzazioni si affollano e si combattono intorno alla leggendaria foresta di Brocéliande, quando la squadra di Jacques Korrigan giunge nella cittadina di Paimpont. Tra leggende arturiane, simposi di neurologia, avvistamenti alieni, folletti e creature mitologiche, antiche ricerche naziste sul paranormale, terroristi internazionali, agenti della CIA e investigatori del nuovo quartier generale dell’Interpol a Parigi, l’unica speranza di venire a capo dell’intrigo è affidarsi a uno studioso di cultura e mitologia celtica e alla sua squadra: un cacciatore africano, una ex agente dell’FBI dal grilletto facile, una coppia di informatici canadesi, una affascinante neurobiologa norvegese, un fisico quantistico convertito all’ufologia, una profiler con il dono dell’empatia, un paio di sbirri, un grosso gatto rosso poco disciplinato e, a capo di tutto, un anziano orientale appassionato di jazz.

Anteprima

Seguite questo link per leggere le prime pagine: Jacques Korrigan a Brocéliande

 

 

Recensione

All’inizio della lettura non ero certa di cosa aspettarmi, semplicemente perché non si tratta del genere che leggo di solito. Ma dopo una manciata di pagine, be’… non potevo più farne a meno.

Trovo sia un lavoro geniale. Geniale. L’approccio tecnologico e investigativo al paranormale ha il suo effetto. I personaggi sono numerosi e tutti credibili e sfoggiano un ventaglio di competenze specifiche a seconda del ruolo, il che lascia intendere le vaste conoscenze scientifiche, sociali e mitologiche degli autori del libro.

Una lettura che imprigiona il lettore, trascina in un mondo fatto di missioni segrete e antichi miti che camminano di pari passo con la realtà o meglio con la nostra realtà. Il collegamento con gli studi segreti delle SS sul paranormale è, secondo me, uno dei punti focali. Il ragionamento e la deduzione sono elementi importanti della narrazione: prendono il lettore per mano e lo portano alla scoperta del mondo che si apre davanti ai personaggi. Non mancano neanche uno spiccato senso dell’umorismo e una velata quanto apprezzata ironia.

Una lettura straordinaria, illuminante sotto molti punti di vista, sia che amiate la storia, il mistero, i polizieschi, la mitologia, con un valore aggiunto dato dalle interessanti note esplicative a fine libro.

Si tratta di un romanzo autoconclusivo ma la storia continua; per quanto mi riguarda non vedo l’ora di leggere il seguito delle avventure di Jacques Mevel.

Valutazione:

5

Intervista agli autori

 

Ciao Andrea, ciao Manuela. Benvenuti.

  • Mi fa molto piacere avervi entrambi qui sul mio blog, per cui entriamo subito in confidenza. Parlatemi un po’ di voi.

Manuela: ho 50 anni, tre figlie, una nipote e cinque gatti. Amo dipingere, suonare il violino – ma vorrei imparare a suonare anche il violoncello – leggere e scrivere storie. Mi piace cucinare e inventare piatti che mescolano le varie tradizioni.

Nella mia vita ho fatto l’arredatrice d’interni, la segretaria di redazione, l’editor e la content manager, ma la cosa che amo di più in assoluto è creare, veder nascere qualcosa dalle mie mani.

Andrea: siamo onorati di essere nel tuo blog, che seguiamo da tempo con grande attenzione. Io sono nato nel 1964 e ho interessi e professionalità sparsi in campi artistici, scientifici, tecnici e letterari. Ho fatto scavi archeologici, partecipato a spedizioni di paleontologia umana, contribuito ad allestire un museo, mi sono divertito con la fotografia naturalistica, ho praticato arti marziali, mi sono occupato di evoluzione, storia medievale, biochimica. Ho fatto l’editor e ho insegnato informatica. Per lavoro, produco progetti informatici e siti web, con particolare attenzione alla comunicazione e all’organizzazione. Insomma, anche se qualche volta gli amici mi definiscono (generosamente) poliedrico, in realtà sono dispersivo, ficcanaso ed intellettualmente inquieto. Amo la musica popolare, seguo la politica, sono impegnato nella difesa dell’ambiente e nell’estensione dei diritti civili. Sono un ebreo ateo con una forte simpatia per i culti politeisti.

  • Sapreste riconoscere il momento preciso in cui avete capito di amare la scrittura?

Andrea: sicuramente nel periodo della scuola media, ma il momento non lo ricordo. L’uomo è un animale narrante, ha bisogno di esprimersi, raccontare: si può fare in molti modi, con l’arte, la musica, il teatro ed il cinema, l’intrattenimento conviviale e la letteratura. Scrivere è una modalità espressiva particolarmente adatta a chi è molto timido e io ho sempre detestato trovarmi al centro dell’attenzione.

Manuela: non c’è un momento preciso: ho sempre amato scrivere. In pratica, da quando ho preso la penna in mano per la prima volta: i miei temi erano sempre molto apprezzati, mi piaceva utilizzare un linguaggio ricercato, ricco di sfumature. Mi piace l’atto dello scrivere, per me è un’espressione artistica, come suonare e dipingere, un modo di rappresentare quello che sento. Credo che sia per questo motivo che, quando scrivo, ho bisogno di carta e penna, preferibilmente stilografica; risponde al mio bisogno di concretezza.  Ovviamente una volta elaborato il pensiero trasferisco tutto sul PC e lavoro su quello.

  • Quando e perché avete cominciato a scrivere assieme?

Manuela: nel 1989, durante una lunga vacanza in Valtournenche dove la famiglia di Andrea aveva una bellissima casa che guardava sul Plateau Rosa. Abbiamo passato un mese e mezzo in quella casa, con gli amici che venivano ogni tanto a trovarci; quando eravamo soli ci mettevamo davanti al camino acceso ed elaboravamo storie fantastiche che scrivevamo su block notes comprati dal tabaccaio del paese. Li ho ancora tutti.

Andrea: scrivere insieme è collegato ai ricordi più belli e intensi che abbiamo del nostro rapporto. E’ cominciato tutto lavorando sull’ambientazione di un ciclo fantasy che avevo iniziato io anni prima, elaborando il linguaggio, i costumi, addirittura le rune dei vari popoli. Poi siamo passati a scrivere un romanzo particolarmente drammatico che avevo già cominciato e che è ancora lì, solo abbozzato. Al nostro ritorno abbiamo iniziato un libro nuovo che fosse totalmente nostro, e ci siamo fermati a pagina 10, perché è arrivata la prima figlia.

  • Io non ho mai scritto un libro a quattro mani. Com’è, praticamente?

Andrea: una coppia di scrittori ha il vantaggio di rimanere sempre dentro la storia, di poter scambiare impressioni continuamente, di condividere qualsiasi spunto nel momento in cui viene in mente. Creare una storia insieme è un rapporto in qualche modo intimo, quindi viene meglio quando gli autori hanno familiarità, empatia. Tra amici o in coppia è più semplice, anche perché se si entra in competizione o in conflitto è un disastro. Poi, scrivere narrativa a quattro mani implica che due persone abbiano tempo disponibile e siano ispirate nello stesso momento. Ci vuole tanto tempo e tanta pazienza, ma secondo me ne vale la pena.

  • Nel vostro libro, per tutta la lunghezza della narrazione, non ho notato differenze di stile, dunque o i vostri stili sono molto simili oppure siete stati bravissimi a “fonderli” per crearne uno omogeneo. Però sono curiosa: ognuno di voi “gestiva” un certo numero di personaggi oppure, come creatori, eravate assolutamente intercambiabili?

Manuela: credo che ogni coppia di scrittori abbia un suo metodo per scrivere “a quattro mani”; essendo noi una coppia anche nella vita passiamo moltissimo tempo a discutere della trama, dei dettagli, dell’ambientazione, dei personaggi e di tutto quello che costituisce l’ossatura della storia, che a volte nel libro non compare, ma che invece deve essere molto chiaro a chi scrive per mantenere la coerenza di quanto viene raccontato. Disegniamo una time line su un foglio –al momento ce n’è una appesa nel nostro soggiorno per il secondo romanzo di Jacques Korrigan– dove tracciamo gli avvenimenti principali che vengono arricchiti con spunti, idee, ricerche da approfondire applicate con i post it in punti strategici. Poi quando tutto è chiaro, uno dei due scrive la primissima bozza che l’altro completa, quindi armonizziamo il tutto limando le differenze di stile più evidenti.

  • Parliamo nello specifico del libro. A chi dei due e come mai è venuta l’idea di creare una storia così particolare, che tocca diversi ambiti di conoscenza?

Andrea: è difficile dirlo. Probabilmente abbiamo raccolto spunti ed idee, poi ad un certo punto ci siamo resi conto di avere abbozzato qualcosa di nuovo. Doveva essere un racconto, poi con il numero crescente di personaggi e di spunti è diventato un romanzo e quindi una serie. La sfida era utilizzare diversi strumenti narrativi: la suspense dell’avventura e del giallo, la sorpresa finale della fantascienza, la meraviglia del fantasy. L’opera doveva avere un ritmo tutto suo e soprattutto doveva essere centrata sui personaggi.

  • Visti i ragionamenti di Hank e Kate, i due informatici presenti nel romanzo, uno di voi due è esperto di computer e sistemi di sicurezza, satelliti e tecnologia varia. Chi è l’hacker?

Andrea: per quello che riguarda Hank, sono io il responsabile. Ma per l’hacking e per la tecnica di marchingegni assortiti ci siamo attenuti poco al reale. Non è tecnicamente possibile fare quello che fa Hank, non in tempi così stretti, ma nei romanzi e nel cinema si fa abitualmente quindi i lettori se lo aspettano. Invece mi sono divertito con l’archivio “intelligente” del paranormale, il fatabase. Non solo è fattibile, ma saprei benissimo come farlo. Anzi, confesso che l’ho progettato sul serio.

Manuela: è decisamente Andrea!

  • Pure le modalità d’azione di servizi investigativi e servizi segreti sono descritte in maniera particolareggiata. Debbo desumere di stare parlando con uno 007 in incognito? Se no, ci sono delle fonti particolari per ciò che avete descritto oppure avete semplicemente raccolto informazioni qua e là?

Andrea & Manuela: abbiamo utilizzato gli archetipi del genere, vecchi di decenni, adattandoli a una situazione attuale. Abbiamo ragionato un poco su cosa poteva cambiare con la fine della guerra fredda, con l’11 Settembre, con le guerre in Afghanistan e in Iraq, con le diverse amministrazioni Bush e Obama, con Guantanamo. Le nostre “fonti” si limitano a qualche fatto di cronaca, qualche romanzo e qualche film sulle spie: quello che abbiamo descritto può sembrare plausibile perché si accorda con degli stereotipi che sono ormai sedimentati, ma non abbiamo nessuna idea di come funzionino davvero i servizi segreti.

  • Parliamo degli altri tipi di competenze dei personaggi del romanzo, che non sono nemmeno slegati dagli argomenti delle ultime due domande. Storia, mitologia, etnologia, fisica, psicologia. Eravate già in possesso delle conoscenze necessarie oppure vi siete documentati proprio per scrivere il romanzo?

Manuela: per alcune materie non avevamo problemi, per altre, come la psicologia o la fisica quantistica, siamo ricorsi ad amici volenterosi ed esperti nel campo. La ricerca è comunque una costante del nostro modo di scrivere ed è alla base delle conoscenze sfoggiate dai nostri personaggi. Dietro alle loro competenze ci sono studi abbastanza approfonditi: abbiamo comprato e spulciato libri, siamo andati in biblioteca, abbiamo consultato esperti a cui poi abbiamo chiesto di verificare l’attendibilità di quanto avevamo prodotto. Volevamo scrivere un romanzo godibile da tutti, ma che non desse informazioni false o fuorvianti, che potesse incuriosire e magari spingere qualcuno ad appassionarsi delle materie trattate, ad approfondire certe tematiche.

  • Siete entrambi appassionati di cultura celtica?

Manuela: sono appassionata di culture “altre”, di storie e leggende, di religioni e di cucina. Credo che i popoli si svelino attraverso le storie che si tramandano e attraverso le loro tradizioni culinarie che raccontano la loro storia e quella dei territori su cui hanno vissuto.

Andrea: studio le culture antiche e mi affascinano quelle che sono molto antiche e molto vive al tempo stesso. La cultura celtica, specie in Francia e in Irlanda (ma anche nelle altre regioni) non ha seguito lo stesso destino di molte culture italiche: si è rinnovata, contaminata, mischiata, reinventata. Nella musica, nelle arti, nella letteratura. Non ha solo rielaborato i suoi miti e i suoi ritmi, li ha portati nella modernità. E’ un fenomeno che noi abbiamo confinato ad alcuni grandi, come De Andrè, Branduardi, Fo, senza un coinvolgimento di massa; amiamo le nostre tradizioni ma le teniamo su uno scaffale e le spolveriamo con cautela ogni tanto.

  • Per i diversi personaggi, le cui personalità sono varie e spesso contrastanti, vi siete ispirati a persone reali?

Manuela: alcuni dei nostri personaggi sono ispirati a persone reali, come Hank e Kate e le loro fantastiche dinamiche di coppia; la razionalità e il rigore scientifico di Ylsa, e l’aspetto del vecchio compagno di squadra di Jacques, il dottor Gherardi, soprannominato Phlox in onore del medico della serie di Star Trek “Enterprise”. Gli altri personaggi, invece, si sono presentati da soli e si sono imposti. Una curiosità: nel libro compaiono due persone realmente esistenti che sono personaggi che interpretano se stessi. Naturalmente a loro abbiamo chiesto il permesso.

  • Jean Jacques Mevel detto Korrigan è un personaggio straordinario, ricco in cultura, intelligenza e capacità d’adattamento. Come è nato?

Andrea: Jacques è nato come personaggio incompleto: l’idea era quella di renderlo efficiente all’interno di un gruppo e – perché no? – di una relazione sentimentale intensa. In parte coincide con l’archetipo dello studioso, un po’ arrogante ed egocentrico quando si parla delle sue “specialità” e un po’ insicuro per altri versanti. Essendo un giovane catapultato in una situazione avventurosa, lo abbiamo fornito di un po’ di senso pratico e di un carattere vendicativo. Altri dettagli su Jacques verranno rivelati in seguito, nei prossimi romanzi.

  • Senza svelare troppo per non rovinare la sorpresa a chi deve ancora leggere questo primo libro, diteci in anteprima qualcosa sul seguito.

Manuela: Seguendo il filo delle ricerche delle Ahnenerbe di Himmler, trovate nel primo romanzo, i nostri eroi si recheranno nella regione del Midi – Pyrénées, dove naturalmente si imbatteranno in un altro interessante caso misterioso. La zona è ricca di avvenimenti storici che possono agevolmente legarsi alla nostra trama, quindi al momento siamo parecchio impegnati con le ricerche. Gli elementi folkloristici e mitologici riguarderanno l’Occitania e non più la Bretagna, sebbene abbiano sempre un filo conduttore comune. Stavamo anche pensando di trovare una ragazza a Barnes.

Andrea: finiremo con l’aprire una agenzia di viaggi del mistero.

  • Parliamo di editoria. Il vostro libro è stato auto pubblicato ed è disponibile sul sito ilmiolibro. Perché questa scelta?

Andrea & Manuela: la scelta della piattaforma ilmiolibro è stata strategica: dovevamo capire se il nostro romanzo si reggeva in piedi. Dovevamo farlo leggere a un po’ di persone, vedere se raggiungeva i giovani, se le varie sperimentazioni funzionavano, quindi partire alla ricerca di un editore. Ilmiolibro ha una buona qualità di stampa, anche se ha un sito e un meccanismo di vendita assolutamente inadeguato. Noi non contavamo di vendere tante copie, bensì di comprendere se – a giudizio dei lettori – avevamo per le mani un libro vero e proprio, quindi di valutarne le possibilità. Ora siamo alla ricerca di un editore tradizionale e probabilmente faremo anche qualche tentativo nel vasto mercato americano e magari in quello francese.

  • Cosa ne pensate dell’attuale situazione editoriale italiana? Secondo voi c’è differenza con la situazione negli altri Paesi? Se sì, perché?

Andrea: credo che la situazione all’estero segua le stesse dinamiche dell’Italia, in quella che è un’epoca di crisi economica e di grandi cambiamenti nel mercato. In fasi come questa è difficile prevedere come andrà a finire, quindi si assiste a strategie e comportamenti di ogni tipo. In Italia poi il mercato è molto ristretto e particolarmente chiuso, i canali tradizionali di distribuzione, di comunicazione, di pubblicità sono pochi e riservati sempre agli stessi editori, i quali generalmente non rischiano e non sperimentano. In più abbiamo una classe di governo che non si interessa alle nuove opportunità e che tiene incomprensibilmente alta l’IVA sugli ebook, non riesce a introdurre i nuovi strumenti nelle scuole e sembra lavorare più per i grandi editori che non per il settore editoriale. Il problema è generale e in Italia si nota di più.

  • Oltre alla saga di Jacques Korrigan avete altri progetti in cantiere? A quattro mani oppure no?

Andrea: abbiamo parecchi progetti aperti: un insieme di racconti fantasy, sword & sorcery, che vogliamo pubblicare con Amazon in volumi da 100-120 pagine, soprattutto per farci conoscere un poco. Poi abbiamo sempre i 5-6 romanzi iniziati e mai finiti e un paio di spunti nuovi tutti da sviluppare. Non abbiamo tempo per seguire tutte le idee che ci vengono in mente, ma cerchiamo sempre di appuntarcele per il futuro. Ormai il nostro sistema di scrittura a quattro mani è talmente perfezionato che lo adottiamo automaticamente, quindi firmeremo tutto in coppia. Fanno eccezione le mie storie demenziali come L’Oscura Forfora delle Tenebre, che sono nate per scherzo e che non verranno mai pubblicate, alcune cose saggistiche e un romanzo distopico che sto scrivendo con mia madre. Sono io ad essere dispersivo, mentre Manuela cerca di spingermi a finire i lavori aperti.

Grazie per la disponibilità e in bocca al lupo per tutti i vostri lavori.

Grazie infinite a te per l’ospitalità e per le domande articolate ed interessanti che ci hai posto.

Ora, amici, vi lascio l’indirizzo del sito del libro, dove potrete trovare informazioni e curiosità:

4° tappa Halloween Witch Tour – Stryx di Connie Furnari

Cari followers, eccomi qui oggi con un evento particolare ossia la quarta tappa di un blog tour dedicato a un libro da leggere in questo periodo: Stryx – Il marchio della strega di Connie Furnari che ho recensito qui.

Stryx Witch Tour banner

In questa tappa parleremo di come contattare gli spiriti tramite la tavola Ouija e riconoscerli. Premesso che sono una persona molto razionale – anzi, piuttosto fissata con la scienza – devo dire che comunque i fantasmi mi affascinano da sempre, forse perché li considero non solo il frutto di paure o leggende ma entità di una dimensione diversa dalla nostra. Detto ciò debbo però ammettere di non essere molto coraggiosa in questo senso – come invece lo sarei facendo paracadutismo – e non mi sognerei mai di provare a evocare qualche spirito. Ad ogni modo, vediamo come funziona la tavola Ouija e se qualcuno di voi l’ha già utilizzata, è invitato a condividere la propria esperienza.

Evocare i fantasmi con la tavola Ouija

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Esempio di tavola Ouija.

La tavola Ouija è uno strumento che viene usato per mettersi in contatto con i defunti. È una tavola sulla quale sono disegnate lettere, numeri e parole; una tavoletta triangolare sostenuta da due rotelle dovrebbe muoversi da sola sulla tavola, formando un messaggio, quando le dita di una persona sono leggermente poggiate.

I sostenitori del paranormale utilizzano la tavola Ouija come strumento di canalizzazione e sono sicuri che i messaggi che ricevono dagli spiriti siano veri.

Le regole guida per chi intende usare la tavola Ouija sono:

  1. Non usare mai la tavola Ouija da soli, o in un posto in cui si crede che gli spiriti si possano riunire, come cimiteri, luoghi infestati e posti in cui si sono consumate tragedie.
  2. Per proteggersi, visualizzare attorno al proprio corpo una luce bianca.
  3. Trattare sempre gli spiriti evocati con cortesia e rispetto.
  4. Non permettere agli spiriti di contare i numeri o l’alfabeto in senso decrescente, se completano la sequenza riusciranno a sfuggire dalla tavola.
  5. Se la placchetta triangolare indica ripetutamente il numero 8, vuol dire che è controllata da uno spirito malvagio.
  6. Il solo modo per proteggersi, nel caso uno spirito malvagio dovesse infestare la tavola, è usare la placchetta capovolta.
  7. Non cercare di distruggere una tavola Ouija bruciandola: si dice che essa urlerà e chiunque senta quel grido morirà entro 36 ore…
  8. Non esporre mai domande riguardo a Dio.
  9. Non chiedere mai in quale giorno o in che modo si morirà.

 

Esempio di tavola Ouija.

Esempio di tavola Ouija.

Ci sono varie testimonianze di persone che affermano di aver ricevuto dalla tavola Ouija delle informazioni che poi si sono rivelate vere. Ma è possibile che in alcuni casi il messaggio comunicato derivi dagli impercettibili movimenti delle dita, influenzati dal subconscio delle persone che la utilizzano.

La tavola Ouija venne inventata nel 1890 da E. C. Reiche, Elijah Bond e Charles Kennard. Il progetto fu migliorato in seguito da William Fuld che la chiamò “Ouija”, dalle parole francesi e tedesche per “sì”: “oui” e “ja”.

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Elijah Bond.

 

 

Elijah Bond's Patents & Trademarks Patented February 10th 1891

Riconoscere uno spettro dalla sua aura

L’energia del nostro spirito è collegata a un’energia universale, e si manifesta come un’aura di luce che assume diversi colori, a seconda dello stato d’animo e del benessere di una persona.

Un esercizio da provare è concentrarsi a occhi chiusi davanti a un muro completamente bianco e, quando si è raggiunto il completo rilassamento, osservare la propria ombra proiettata: con attenzione si potrà notare una lieve sfumatura di colore.

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Ecco i colori dell’aura:

BIANCO: limpidezza e protezione.

GRIGIO: tristezza, ristrettezza mentale.

MARRONE: attività fisica, ma anche conformismo alla società.

ROSSO: forza e vitalità, ma anche materialismo e collera.

ROSA: fedeltà, amore puro.

ARANCIONE: espansività, ottimismo, guarigione.

GIALLO: libertà mentale, idee, capacità di interagire con gli altri.

VERDE: gioia di vivere, consapevolezza di sé, ma anche egocentrismo.

AZZURRO: dinamismo ed energia.

BLU: energia positiva, creatività e tranquillità.

VIOLA: capacità psichiche, spiritualismo.

NERO: depressione, negatività, odio.

Estratto da Stryx – Il marchio della Strega

 

stryx-il marchio della strega

Le due sorelle si fermarono davanti a una chiesa in stile europeo; la pietra grigia la faceva somigliare a un mausoleo e dalle finestre filtrava la traballante luce di poche candele.

Il portone era aperto ma non c’era nessuno dentro, neppure il parroco o qualche fedele insonne che pregava per i suoi peccati.

«Sei sicura che sia proprio questo il posto?» chiese Sarah con evidente incredulità, e si fermò all’inizio della navata, sotto la grande porta di legno spalancata.

Guardò alla sua destra e vide un capiente vaso di marmo, pieno d’acqua benedetta. Si esaminò la mano, poi con occhi spenti la poggiò sul pelo dell’acqua immergendo solo il palmo; l’acqua benedetta iniziò a bollire e del fumo bianco evaporò dalle sue dita.

«Non è il momento di giocare all’esorcista» la rimproverò Susan e avanzò lungo la navata. Raggiunse il centro esatto, volse il viso verso l’alto e urlò «Rivelati.»

Lui apparve, proprio davanti al pulpito, col suo cappotto nero sopra il completo gessato e la cravatta perfettamente annodata. Era affascinante e seducente.

In tutti quei secoli non era cambiato, il suo viso era uguale a quando, in quel pomeriggio di primavera del 1685, l’avevano visto nel bosco mentre raccoglievano la legna. Con il passare delle epoche aveva modificato abbigliamento per confondersi tra la gente, ma loro lo avrebbero riconosciuto anche tra mille persone vestite allo stesso modo.

L’odore che emanava era talmente pungente da far venire il voltastomaco. Un odore di perversità, distruzione e tenebra. I suoi occhi erano ancora due pozzi neri senza fondo, che inghiottivano chiunque lo fissasse più del dovuto.

«Sei qui per tenere sotto controllo la concorrenza?» Sarah rise, cercando di fare la spiritosa ma sapeva che lui la conosceva talmente bene da non abboccare.

Link utili

 

Il primo capitolo di Stryx è scaricabile gratuitamente sul sito dell’autrice, assieme a molti altri racconti urban fantasy: www.conniefurnari.blogspot.it

Il romanzo completo è disponibile:

Buon Halloween a tutti!

 

 

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Le cronache di Ériu – La faida

Vi stupirete del genere di libro che recensisco per voi oggi, ma l’idea di partenza è così originale che la lettura mi ha catturata sin dall’inizio. In fondo, quanti scrittori sognano – o temono – di poter incontrare i propri personaggi in carne e ossa?

 

LE CRONACHE DI ÉRIU – LA FAIDA

Maddalena Cioce

Amazon kindle

 

 

copertina copia

 

 

Trama

Sara è una giovane scrittrice squattrinata, presa dalla stesura del suo nuovo romanzo. Una mattina, al risveglio nel suo monolocale, si ritrova misteriosamente davanti Cal, il protagonista della sua storia, che, spaesato, dopo aver scoperto di essere parte del suo manoscritto, cerca di strangolarla in quanto fonte di tutti i suoi guai.
Cos’è dunque uno scrittore? Un creatore, divinità di un mondo parallelo scaturito dalla sua penna, o un semplice visionario, capace di gettare un fugace sguardo in altri mondi?

L’autrice

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Maddalena Cioce ha ventinove anni, è sposata e ha un figlio di sette anni. Diplomata in Lingue, era anche laureanda in Scienze dell’educazione e della Formazione, con borsa di studio per merito, ma ha dovuto abbandonare gli studi a causa della nascita di suo figlio e del trasferimento da Bari, dove è nata e cresciuta, in Sardegna, dove attualmente vive con la famiglia. Scrittrice e lettrice incallita di Fantasy di ogni genere, attualmente il suo sogno è fare dello scrivere, il lavoro che ama, la sua fonte di sostentamento. È, inoltre, un’appassionata di psicologia, è una dote naturale che non ha potuto coltivare per le ragioni di cui sopra ma, prima o poi, con la sua profonda testardaggine riuscirà a scavalcare anche questo ostacolo.

La mia recensione

Sara è una ragazza intraprendente, sicura di sé, decisa a cavarsela da sola. Ha la passione per la scrittura e proprio quella le apre le porte di un mondo nuovo. D’improvviso si ritrova davanti Cal, il giovane protagonista del suo romanzo. Cal, spaesato e confuso per il suo arrivo a casa di Sara e incline alla vendetta e alla violenza, non è affatto felice della sua nuova condizione e tenta di uccidere Sara. Inizia un periodo di conoscenza burrascosa dei due protagonisti e di un’esilarante – sì, esilarante, ho infatti riso più volte leggendo – adattamento al nuovo mondo popolato da oggetti sconosciuti e quasi magici per Cal. L’atmosfera divertente è puntellata dallo stile brillante – e abbastanza pulito – dell’autrice che descrive in maniera precisa ogni scena e situazione anche quelle che Cal, suo malgrado, si ritrova a fronteggiare. La stanza dei bisogni, la scatola del freddo o ertubbo sono solo degli esempi. Le vicende prendono poi una piega prevedibile per il lettore ma inaspettata per i protagonisti e non mancano scene d’amore sdolcinato o di violenza. L’intermezzo di cui è quasi protagonista Lorenzo, l’avvocato presso cui Sara lavora come segretaria, è forse un po’ abbozzato e veloce. Quando l’ambientazione si sposta nel mondo di Cal si assiste a scene d’azione benaccette dopo la leggera staticità in casa di Sara. Cal e Sara litigano in continuazione, il che da un tocco di pepe alla loro relazione. Apprezzati sono i dettagli ispirati all’antica cultura irlandese. Sara scopre pian piano che la sua passione per la scrittura e la capacità di inventare mondi e personaggi altro non è che una sorta di veggenza su ciò che accade in universi paralleli, cosa che ho trovato molto affascinante e originale. Tralasciando qualche spiegazione di troppo sui comportamenti dei personaggi che il lettore è in grado di cogliere da sé, la narrazione risulta accattivante, scorrevole, piacevole da leggere. Avrei apprezzato un’analisi più approfondita della storia di Cal, del suo legame con il trono, ma forse, trattandosi del primo capitolo di una trilogia, queste informazioni giungeranno in seguito. In definitiva una lettura consigliata per chi ama il fantasy e le storie d’amore.

Valutazione:

5

Intervista all’autrice

 

 

Ciao Maddalena, benvenuta.

  • Rompiamo subito il ghiaccio: trovi difficile dividerti tra la vita “reale” di donna di casa e madre e quella “parallela” di scrittrice?

Ciao, allora ti rispondo subito senza preamboli! Non ho grossi problemi a dividermi tra la vita reale, in cui devo badare a casa e figli, e quella di scrittrice, a parte quando sono così persa nella mia “realtà parallela” da dimenticare che quelli che volano sul pavimento sono batuffoli di polvere, non covoni di paglia del far west!

  • La passione per la lettura e quella per la scrittura sono sempre andate di pari passo oppure no? Ricordi il momento in cui per la prima volta ti sei seduta a scrivere un romanzo?

La mia passione per lettura e scrittura (indovina un po’ il genere? Fantasy) risale a quando andavo alle medie. Intorno agli undici anni ho letto circa quattro volte “Il mondo perduto” di A.C. Doyle, esercitava su di me un fascino irresistibile. Un’altra volta, invece, svolsi un compito per casa in cui bisognava scrivere una conclusione per un brano del libro di testo, tratto da un romanzo fantascientifico. Quando lo lessi a voce alta in classe, tutti, compresa la maestra, strabuzzarono gli occhi e i miei genitori furono contattati perché, secondo la maestra, non era possibile che lo avessi scritto io, a quell’età… infine, a sedici anni ho cominciato a pubblicare fanfiction su internet (e, no, non dirò mai sotto che pseudonimo, porterò il segreto nella tomba!), ma l’usare personaggi altrui ha cominciato ad annoiarmi, sono passata ai romanzi ed eccomi qui!

  • Condivido il tuo interesse per la psicologia, avendola studiata durante il corso di laurea. Quando avrai occasione di approfondirne lo studio, pensi di utilizzarla come “arma” per scrivere romanzi di maggior spessore psicologico?

In realtà la uso già come “arma”, in quanto ne ho fatto largo uso sia in Forgotten Times che ne Le Cronache di Ériu, anche se in quest’ultimo, essendo una trilogia, la parte psicologica sarà maggiormente delineata nel secondo e nel terzo volume. Io ho il “brutto vizio” di assegnare sempre una patologia, più o meno grave, ai miei personaggi. Purtroppo, non avendo potuto terminare gli studi, posso basarmi solo sulla mia sensibilità e sulla passione per la materia.

  • Raccontaci qualcosa di Forgotten Times.

Forgotten Times è il mio primo romanzo ed è il titolo della serie di due volumi di cui fa parte La Redenzione dei Dannati. In linea generale narra di come le vicende legate a un dampiro abbiano portato all’estinzione dei vampiri durante la fine del medioevo, basandosi sulle leggende che indicano Caino come progenitore della razza. Tutto comincia con la semplice ricerca del potere da parte del dampiro: il potere ancestrale di uno spirito diviso in quattro parti, il cui ricongiungimento potrebbe sovvertire l’ordine del mondo dei vampiri; una leggenda che nasconde molto più di quello che il dampiro potrebbe mai immaginare e che ha a che fare proprio con il suo oscuro passato. In realtà in Forgotten Times c’è di tutto: psicologia, storia, religione, misteri, vendetta, tragedie familiari… e la redenzione, duramente conquistata grazie all’amicizia e un amore sofferto.

  • Parliamo adesso di Le cronache di Ériu. L’idea o forse meglio dire la teoria che sta alla base, ossia la possibilità che ogni scrittore in realtà si affacci in altri mondi, è originale e mi ha da subito attirata, forse perché scrivo anch’io. Da dove è scaturita?

Quale scrittore non ha mai sognato di incontrare i propri personaggi? (Diciamocelo sinceramente: soprattutto quelli di sesso opposto!) Chi di noi non ha mai segretamente sperato che i propri personaggi vivessero in una realtà parallela? Nella nostra mente sono così vivi, reali, a volte sono persino loro stessi a decidere cosa faranno, sfuggendo al nostro controllo. Se “penso dunque sono” è un concetto valido, allora non c’è da escludere che i nostri personaggi possano vivere davvero, chissà dove, e magari noi siamo i loro creatori, che hanno infuso in loro quel pensiero, dandogli vita… oppure siamo semplicemente in grado di “vedere oltre” e sbirciare attraverso il velo tra le dimensioni, in cui loro vivono davvero. Le Cronache di Ériu nasce da queste riflessioni, piccoli deliri di una scrittrice speranzosa. Scherzi a parte, non è un concetto in cui la mia parte razionale crede davvero, ma è qualcosa in cui mi piace sperare!

  • Il carattere passionale e infervorato di Sara prende ispirazione dal tuo?

La prima cosa che la mia migliore amica ha detto dopo aver letto la primissima bozza che scrissi circa tre anni fa, fu: «Ho capito che Sara sei tu». Ora ti rispondo quello che risposi a lei tre anni fa: «No, Sara non sono io, anche se ho usato il mio carattere come base per crearla». In realtà, Sara è l’esagerazione del mio carattere, soprattutto del lato negativo: non si sa controllare e spesso risulta una gran scassa… ehm, come dicevo, spesso è lunatica fino all’esasperazione, violenta e irascibile, sospettosa, distratta e paranoica, come in fondo lo sono anch’io, solo che mi so controllare… quasi sempre.

Proprio il giorno dell’uscita del romanzo, mio padre ha cominciato a leggerlo ed è scoppiato a ridere quando ha capito che alcune delle vicende narrate erano autobiografiche, in questo caso quando ha letto questa frase: “Mio padre diceva sempre, non a torto, che le mie urla erano in grado di sfondare i timpani, perché generavano più decibel di un martello pneumatico.” Qua e là, quindi, ho inserito cose che riguardano me personalmente, in chiave prettamente auto-ironica, nella speranza che il lettore le trovasse divertenti.

  • Ho trovato fantastica la parte in cui Cal conosce progressivamente il nuovo mondo in cui si ritrova, il nostro mondo. L’approccio di un uomo come lui, appartenente a un passato molto diverso dalla nostra epoca anche in senso morale, con le novità e le disinibizioni, è pienamente riuscito e getta luce sul modo di vivere attuale. Condividi la visione un po’ aspra di Cal? Se sì, perché?

Io condivido appieno la visione del mondo moderno di Cal, in quanto morale, valori fondamentali e pudore sono andati quasi completamente persi insieme al lavaggio del cervello che quotidianamente ci propinano i mass media. Io non penso che sia una visione aspra, più che altro una visione realistica di qualcosa che la gente, oggi, considera normale, spacciandola per modernità e progresso, quando, a pensarci bene, si tratta di regressione a uno stadio prettamente animalesco. Chiamatemi pure bigotta e moralista, ma sono una madre e tremo al pensiero di quello che impareranno i miei figli dal mondo moderno.

  • Accennaci qualcosa sul seguito.

Accennare qualcosa sul seguito… è un’impresa, senza fare spoiler! Il secondo e il terzo volume si basano sul cliffhanger finale, quindi quello che dirò adesso sarà probabilmente comprensibile solo dopo aver letto il romanzo: sono passati alcuni mesi dalla conclusione del primo volume, e Sara e Cal si stanno impegnando a vivere appieno la loro vita nel mondo moderno. Insieme sono felici e Sara finalmente ha deciso di accettare la proposta di matrimonio di Cal, ma c’è ancora qualcosa che la preoccupa e si fa ogni giorno più pressante: non gli ha detto nulla della sua visione e il senso di colpa è sempre più insostenibile. Cal non prenderà affatto bene la notizia, e per la rabbia la lascerà e tornerà a Ériu, per scoprire la verità, proprio come Sara temeva… questo è, bene o male, ciò che scriverò nella sinossi del secondo volume e che accadrà nei primi capitoli.

Grazie per la disponibilità, bella chiacchierata.

Vi lascio con il booktrailer dell’altro romanzo di Maddalena Cioce, Forgotten Times.