Simpatica riflessione del weekend

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E brulicano quelle “case editrici” – forse sarebbe meglio chiamarle tipografie – che affermano che un contributo iniziale dell’autore – così, giusto per dire… duemila euro – è assolutamente necessario all’avvio della pubblicazione. Perché certo, quale editore serio assumerebbe dei rischi? Semplice, tutti gli editori dovrebbero. Altrimenti dove sta il loro rischio d’impresa?
Va be’, ma tranquilli, perché dopo aver incassato il modesto contributo renderanno il libro famoso. Come? I misteri della vita.
Ma no, non pensate a male. Loro si impegneranno nella promozione, nella distribuzione, come da contratto. Però dimenticano di specificare in quale universo parallelo.

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