Blogtour: Rosso Placebo di Federica Forlini

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Salve a tutti, amici.

Come procede settembre? Colgo l’occasione per augurare buon anno scolastico a tutti gli studenti e gli insegnanti. Se ci penso alle volte mi manca la scuola, o meglio l’università. Avrei un pensierino per una seconda laurea… magari più in là. Ma veniamo a noi.

Oggi sono lieta di ospitare la seconda tappa del blogtour dedicato a Rosso Placebo, un bel libro Made in Italy, scritto da Federica Forlini.

Approfondiamo la conoscenza del romanzo e dell’autrice.

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Trama

Tordemma non è una città come le altre; nuove forze oscure minacciano i precari equilibri tra esseri umani e demoni, portando entrambi verso un inevitabile baratro. In un mondo tetro, freddo, che non ha molto da offrire salvo una tiepida speranza, Violet, da sempre alla ricerca dell’amore incontrerà Alan: un maledetto; un vampiro. Guidata da un sentimento annientante, travolgente, dilaniante, la ragazza gli darà il suo sangue per salvarlo. Per strapparlo alla morte certa che minaccia costantemente ogni singola creatura, in attesa che si compia la profezia. Che ruolo avrà La Madre negli inquietanti avvenimenti accaduti a Tordemma? Chi scamperà alla furia del giustiziere e del suo flagello? E soprattutto: quale sarà il significato del ciondolo a farfalla, così vicino a Violet da illuminarsi ogni volta che si lascia succhiare dal vampiro?

L’autrice

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Federica Forlini è nata ad Ascoli Piceno il 29 maggio 1991. Fin da piccola ama il mondo dell’arte e passa la maggior parte del tempo tra il disegno e il canto, che comincia a studiare nel 2005. Si diploma nel 2010 in Arti Grafiche all’Istituto D’Arte di Ascoli Piceno, col massimo dei voti. In seguito alle prime difficoltà nel trovare lavoro, esplode la passione più grande: la scrittura. Sempre fino a quel momento emersa timidamente dai temi scolastici, spingendosi per lo più a qualche abbozzo di storia, stavolta la porta a comporre il suo primo libro: “Angolo Buio”, frutto dell’esasperazione del particolare periodo di vita. Collabora con Scrittevolmente dal 2011 con lo pseudonimo di “Kiké”. Il suo racconto “La bambola” sarà presente nell’antologia horror e weird “Asylum 100″. Nel 2013 scrive “Rosso Placebo” e ne pubblica l’ebook tramite la piattaforma “Narcissus.me”.

Amori immortali

In questa seconda tappa del blogtour (la prima è stata ospitata dal blog dell’autrice, qui) approfondiamo il tema centrale del libro.

Chiudete gli occhi. Figuratevi per un attimo Paolo e Francesca. Lei bellissima, lui bellissimo: due esseri perfetti l’uno per l’altra, fatti per stare insieme.

Si trovano, s’innamorano follemente.

Vanno a vivere felici in una casetta in campagna e hanno una valanga di figli, con i quali mettono su su una squadra di calcio…

Per caso non vi riporta qualcosa? No?!

Forse perché in effetti non è andata così.

Francesca e Paolo venivano da famiglie da sempre in forte contrasto: i da Polenta e i  Malatesta.

Nel 1275 i matrimoni erano combinati, e i figli potevano pertanto solamente assecondare il volere dei genitori. Guido da Polenta, visto che Gianciotto Malatesta lo aveva aiutato a cacciare i Traversari, loro nemici di vecchia data, decise di dargli la mano di sua figlia Francesca. Il padre, Malatesta da Verrucchio, benedì codesta unione con il suo consenso.

Tuttavia non furono delle nozze così semplici: lei era una bellissima ragazzina di soli sedici anni, un fiore nemmeno ancora sbocciato; lui un uomo piuttosto vecchio, per giunta zoppo. Francesca pertanto fu ingannata dalle famiglie: al posto dello sposo effettivo, si presentò alle nozze Paolo il bello, suo fratello minore, sposato e per giunta con due figli.

Il giovane fece subito breccia nel cuore di Francesca, che, confusa dalla circostanza, se ne invaghì.

Successivamente, Paolo l’ andava spesso a trovare, forse preso dal forte senso di colpa per essersi prestato a un così subdolo inganno, oppure per via di qualcosa di più grande che si fece spazio nel suo cuore.

Malatestino dell’Occhio, uno dei fratelli, si accorse dei frequenti incontri dei due e mise in guardia Gianciotto, che era solito lasciare la sposa recandosi a Pesaro per la carica di Podestà,  per poi tornare la sera.

Accadde che un giorno di settembre del 1289, mentre i due cognati se ne stavano a leggere le avventure di Ginevra e Lancillotto, giunsero al punto in cui Lancillotto bacia Ginevra. Paolo, spinto dallo stesso slancio, diede il suo bacio a Francesca. Questo costò la vita a entrambi, perché Gianciotto non si era realmente allontanato quella volta; bensì era rientrato da un passaggio segreto. L’uomo estrasse subito la spada contro suo fratello, che cercò di uscire da una botola ma non ci riuscì, per via del vestito impigliatosi in un chiodo. Francesca, al momento dell’attacco si frappose fra i due ma non bastò a fare da scudo all’amato, e morirono entrambi trafitti dalla lama.

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La fine dei due amanti è una storia truce, violenta, che crea voragini profonde nel cuore di chi l’ascolta. Lo spettatore è pervaso da un forte senso di vuoto e sconforto.

Ma ce la saremmo ricordata, se fosse andato tutto bene?

Quante di quelle vicende a lieto fine scivolano via e giungono presto nel dimenticatoio, ben coperte dalle sabbie del tempo?

Romeo e Giulietta, Paolo e Francesca e tanti altri resteranno nell’immaginario collettivo come coppie che si sono amate in modo indissolubile, di quell’amore che supera l’egoismo e la paura. Sono unioni che sfidano gli altri, il fato, la morte stessa pur di sopravvivere, diventando invincibili.

Gli amori immortali sono diversi, contorti, crudeli, complicati. Proprio per questo restano in testa: incarnano l’ideale perfetto di come si diventa capaci di dare tutto per la persona amata, di come ci si sacrifica pur di stringerla tra le braccia, pur di sentirne il calore umano anche una sola, sospirata volta.

Il dramma, da questo punto di vista s’inquadra come una forte componente romantica, di cui non si può fare a meno. Può sembrare esagerato, eppure è così: esso conferisce effettivo valore alla storia. Perché le persone ricordano meglio le bruciature: ciò che le marchia in modo indelebile e non si può cancellare.

L’irrimediabile.

Ciò che distrugge, ferisce, colpisce, nella memoria collettiva passa alla storia.

Violet, la protagonista di Rosso Placebo, è una persona apparentemente complessa e problematica, che tuttavia mostra una forte chiarezza d’intenti; un’anima pulita, tenace, incapace di scendere a compromessi in amore. Infatti giunge con estrema coerenza a mettersi in gioco completamente per Alan, nonostante la sua condizione da dannato sia irreversibile.

Emblematico è il momento in cui giunge da lei in cerca di sangue e la sorprende rapita a guardare Romeo e Giulietta. Egli commenta l’opera con sarcastico disappunto, ricevendo in tutta risposta uno squarcio inaspettato della profondità emotiva della ragazzina.

Dal libro:

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«Allora, ricapitolando: Due s’innamorano, va male, si ammazzano… e questa buffonata passa agli annali come il più grande dramma mai scritto. Direi che la gente ha qualcosa che non va; non sta proprio bene di testa. Narrazioni migliori di quella, con più colpi di scena, più originali, le farei anche dormendo.»

(…)

Mi rabbuio: «Si, davvero molto divertente. Non importa. Se avessi l’anima, forse capiresti perché una vicenda così ha fatto la storia. Il motore è il turbamento: quando vede suicidarsi due ragazzi che si erano appena affacciati alla vita, per colpa di un odio di cui non ci si ricorda nemmeno l’origine, la gente è sbigottita, stravolta, sconvolta. Tutti vorrebbero avere una gomma per cancellare quell’orrendo destino, per far sì che i due non conoscano il prematuro decesso e siano felici. Tutti vorrebbero una penna per correggere un così sgraziato epilogo e scrivere un lieto fine. Ognuno arriva ad amare i protagonisti, tanto da immedesimarsi, da chiedersi il perché. E quando vedi tanto dolore che si poteva evitare cambiando una stupidaggine, un dettaglio, ma non puoi e puoi solo guardare, tu quella storia non la scordi. Se fossero andati felicemente a vivere in un castello mettendo al mondo cinque figli, nessuno si sarebbe chiesto il motivo. Nessuno avrebbe riflettuto sul significato dell’odio.»

Un libro dunque che parla d’amore ma anche dei sentimenti che ruotano attorno all’amore, di ciò che esso scatena direttamente o indirettamente nelle persone, dell’incredibile resilienza dell’animo umano. Potete trovarlo, a solo 0,99 €, qui:

Seguite l’autrice e le sue pubblicazioni:

 

Continuate il viaggio nel mondo di Rosso Placebo con la terza tappa del blogtour:

Il vampiro e l’anima, il 21/09 su La forza delle parole

 

 

Calendario completo

  1. Oriana e Alekos
    13/09,  La stanza rossa: http://lastanzarossa23.blogspot.it/
  2. Amori immortali
    17/09, Ispirazione – Il blog di Ilaria Goffredo: https://ilariagoffredoromanzi.wordpress.com/
  3. Il vampiro e l’anima 22/09, Diario di una ragazza madre in carriera: http://kazetotomonisarinu.blogspot.it/
  4.  Il coraggio
    26/09, Magla: l’isola del libro: http://maglalibri.blogspot.it/
  5. La famiglia fantasma
    02/10, La mia canzone per te: http://monicaportiero.over-blog.it/
  6. La lotta interiore del punk
    08/10, Un buon libro non finisce mai: http://unbuonlibrononfinisce-mai.blogspot.it/
  7. L’esteta moderno
    16/10, Connie Furnari: http://conniefurnari.blogspot.it/
  8. L’Urban Fantasy
    24/10, Viaggi nell’arte: http://ginevrawilde.wordpress.com/
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