Accadde oggi: nel 1931 nasceva Alda Merini

Ogni poeta vende i suoi guai migliori.

Alda Merini

Alda Merini (Milano, 21 marzo 1931 – Milano, 1º novembre 2009) è stata una poetessa, aforista e scrittrice italiana.

Figura appartata, esordì pubblicando nel 1953 La presenza di Orfeo, cui fece seguito, nel 1955, Paura di Dio. Non molto tempo dopo, segnata dalla malattia e da una lunga esperienza manicomiale, si chiuse in un silenzio pressoché totale, finché, con gli auspici di Giorgio Manganelli e di Maria Corti, riprese a scrivere e a pubblicare. I suoi versi, insieme delicati e irruenti, esprimono una sofferta ansia ascetica.

Nel 1979 Merini da vita ai suoi testi più intensi sulla drammatica e sconvolgente esperienza del manicomio, testi contenuti in quello che può essere inteso, come scrive Maria Corti “il suo capolavoro”: “La Terra Santa” con la quale vincerà nel 1993 il Premio Librex Montale.
Ma le pene della scrittrice continuano. Il 7 luglio 1983 muore il marito, e Alda, rimasta sola e ignorata dal mondo letterario, cerca inutilmente di diffondere i propri versi. Racconta Maria Corti che lei stessa si era recata presso i maggiori editori italiani senza alcun successo, fintanto che, nel 1982, dopo aver raccontato a Paolo Mauri (che a quei tempi dirigeva la rivista “Il cavallo di Troia”) la sua amarezza, egli le offrì uno spazio sulla sua rivista per trenta poesie da pubblicare sul n° 4, inverno 1982 – primavera 1983 che, insieme a lei, aveva scelto da un dattiloscritto di un centinaio di testi; in seguito, insieme all’editore Scheiwiller, avrebbero aggiunto altre dieci liriche, e nel 1984 veniva dato alla stampa “La Terra Santa”.

Mi sveglio sempre in forma e mi deformo attraverso gli altri.

 

Nel luglio del 1986, dopo aver sperimentato nuovamente gli orrori dell’Ospedale Psichiatrico di Taranto, fa ritorno a Milano e inizia una terapia con la dottoressa Marcella Rizzo alla quale dedica più di una poesia. Nello stesso anno riprende a scrivere e ad incontrare i vecchi amici.

Fra le sue molte opere prodotte dopo questo ritorno si ricordano Testamento (1988), Vuoto d’amore (1991), Ballate non pagate (1995), La pazza della porta accanto (1995), La vita facile (1996), Un’anima indocile (1997), Superba è la notte (2000). È stata anche autrice di prosa (L’altra verità. Diario di una diversa, 1986; Delirio amoroso, 1989).

Molto importante è il carattere mistico della più recente poetica di Alda Merini, che in qualche modo è connessa alla prima vena creativa con la quale esordì e che aveva in sé una forte componente di misticismo.

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Non cercate di prendere i poeti perché vi scapperanno tra le dita.

Fonti: Encarta, Wikipedia
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