Lettere d’amore, Il Corriere della Sera: #2 Rainer Maria Rilke e Lou Andreas Salomé

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Continuano le uscite della collana Lettere d’amore con Il Corriere della Sera, al prezzo  di € 6,90 + il prezzo del quotidiano. 20 volumi con le corrispondenze appassionate dei grandi dell’Ottocento e del Novecento, da Neruda a Kafka, daEinstein a Frida Kalho, da Pessoa a Edith Piaf. Vi ho parlato della prima uscita, dedicata a Pablo Neruda, in questo articolo. E se perdete qualche volume potete ordinarlo direttamente qui.

Oggi in edicola la seconda uscita.

Da qualche parte nel profondo, di Rainer Maria Rilke e Lou Andreas Salomé

Cattura

Si tratta della corrispondenza, compresa tra il 1897 e il 1926, tra il poeta e drammaturgo austriaco Rilke e la scrittrice e saggista tedesca Salomé.

Nelle numerose lettere che si scambiarono, selezionate in questa raccolta, il poeta si appoggia alla Salomé nello smarrimento del periodo parigino, nel ricorrente dubbio creativo, nella paura della malattia, riconoscendola come unica interlocutrice attenta e presente nei momenti decisivi del suo tormentato percorso. Non mancano pagine intrise di poesia:

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Rainer Maria Rilke

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Rainer Maria Rilke (Praga 1875 – Valmont, Montreux 1926) fu un poeta austro-tedesco di origine boema; il nitore, la musicalità e il rigoroso simbolismo del suo verso fanno di lui uno dei più importanti lirici moderni. Dopo un’infanzia solitaria e segnata dall’infelice esperienza dell’Accademia militare, studiò letteratura e storia dell’arte presso le università di Praga, Monaco e Berlino. Esordì come poeta con una raccolta di liriche d’amore intitolata Vita e canti (1894). Nel 1897 conobbe Lou Andreas-Salomé, con la quale fece due viaggi in Russia, dove incontrò Tolstoj. Tali esperienze trovarono espressione poetica in Storie del buon Dio (1900-1904). Dopo il 1900 Rilke purificò la sua poesia dallo sfumato lirismo che aveva in parte mutuato dai simbolisti francesi ed elaborò lo stile preciso e concreto che contraddistingue i componimenti del Libro delle immagini (1902, ampliato nel 1906) e del Libro d’ore (1905).

Trasferitosi a Parigi, nel 1902 conobbe lo scultore Auguste Rodin e lavorò come suo segretario dal 1905 al 1906. Da Rodin, Rilke imparò a considerare il lavoro dell’artista un’esperienza capace di trascendere l’angoscia della morte. Il frutto poetico di questo periodo fu raccolto in Nuove poesie (2 volumi, 1907-1908). Fino allo scoppio della prima guerra mondiale Rilke fece numerosi viaggi in Europa e in Africa, soggiornando dal 1910 al 1912 nel castello di Duino, nei pressi di Trieste, dove compose le prime due delle dieci Elegie duinesi (1923). Con la sua più celebre opera in prosa, un romanzo in forma di diario iniziato a Roma nel 1904 dal titolo I quaderni di Malte Laurids Brigge (1910), narrò con immagini altamente simboliche e ricche di spunti autobiografici le esperienze di vita parigina di un giovane scrittore danese.

Rilke risiedette a Monaco per quasi tutta la durata della prima guerra mondiale e nel 1919 si trasferì in Svizzera dove, con l’eccezione di qualche visita occasionale a Parigi e Venezia, rimase fino al termine dei suoi giorni, completando le Elegie duinesi e componendo i Sonetti a Orfeo (1923); questi due cicli poetici, considerati l’apice della sua produzione, cantano l’unità della vita e della morte, presentando la morte come trasformazione della vita in un’impalpabile realtà interiore.

Lou Andreas Salomé

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Lou Andreas Salomé (San Pietroburgo 1861 – Gottinga 1937) fu una scrittrice e psicoanalista tedesca. Frequentò l’università di Zurigo e cominciò presto a scrivere versi. Nel 1882 si recò a Roma, dove conobbe il filosofo Paul Rée e, attraverso di lui, Friedrich Nietzsche. Dopo il matrimonio, nel 1887, con il professore universitario Friedrich Carl Andreas, continuò a viaggiare e a scrivere, ed ebbe relazioni con personaggi in vista del mondo culturale, fra cui il poeta Rainer Maria Rilke. Nel 1911 conobbe Sigmund Freud e divenne sua confidente nonché discepola. Negli ultimi decenni della sua vita rimase accanto ad Andreas ed esercitò la psicoanalisi.

Benché sia autrice di otto romanzi, nei quali trattò temi quali la religione, il sesso e la psicologia femminile, è ricordata soprattutto per la sua opera saggistica. La monografia (1892) dedicata alle eroine di Henrik Ibsen e quella (1894) sulle opere di Nietzsche ricevettero il plauso della critica. Tra le altre opere figurano Il mio ringraziamento a Freud (1931) e Uno sguardo sulla mia vita (1951).

Fonte: Encarta

 

 

La terza uscita, in edicola martedì prossimo, sarà tutta italiana:

Quel viaggio chiamato amore – Lettere 1916-18, di Sibilla Aleramo e Dino Campana.

 

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