“Il profumo del sud” di Linda Bertasi + intervista all’autrice

Amici, ho da segnalarvi un nuovo libro. Mi direte che in questo periodo sono molto prolifica in termini di recensioni e interviste, il che è assolutamente vero. Ma non è colpa mia quanto dei bravissimi autori emergenti che si stanno rivelando essere sempre più in gamba di quelli famosi. Oggi vi parlo del romanzo storico “Il profumo del sud”, un bellissimo libro che ho avuto il piacere di leggere e recensire in anteprima. Tra l’altro adoro la copertina, stupenda come la maggior parte delle copertine della Butterfly Edizioni. Mi sa che pubblicherò qui sul blog una bella raccolta delle loro copertine 🙂

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IL PROFUMO DEL SUD

Linda Bertasi

Butterfly Edizioni

Trama

Luglio 1858. Un piroscafo prende il largo dal porto di Genova verso il Nuovo Mondo. Sul ponte, Anita vede la terraferma allontanarsi e, con essa, tutto il suo passato: una famiglia alla quale credeva di appartenere, i suoi affetti, una scomoda verità. A condividere il viaggio con lei, la matura Margherita e il suo protetto, il seducente Justin Henderson. Giunti in America, Margherita convince Anita ad essere sua ospite per qualche tempo, nella sua dimora a Montgomery. La ragazza accetta, sicura di dover ripartire al più presto. A farle cambiare idea saranno le bianche colline del Sud e un tormentato amore più forte delle sue paure. All’orizzonte, l’ombra oscura della guerra civile.
Linda Bertasi scrive un romanzo che dell’Ottocento ha il sapore, un romanzo nel quale la Storia non è semplice sfondo ma protagonista attiva della vicenda. Narrativamente impeccabile, emotivamente travolgente, Il profumo del sud è una storia di passione: quella per la terra alla quale sentiamo di appartenere e quella per la persona che siamo destinati ad amare.

L’autrice

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Linda Bertasi nasce nel 1978, frequenta l’istituto tecnico a Ferrara dove si diploma in indirizzo informatico. Appassionata di storia, sviluppa sin dall’infanzia una predisposizione per le materie umanistiche. Scrive sotto pseudonimo su un portale dedicato alle poesie e una di questa viene utilizzata in uno spettacolo da un noto coreografo. Cura personalmente la rubrica “Il romanzo classico” sul web-magazine ‘IO COME AUTORE’ e gestisce il suo blog dove dà spazio agli emergenti ogni settimana con un’intervista. Nel 2010 pubblica il suo primo romanzo “Destino di un amore” cui fa seguito nel 2011 “Il rifugio” che le vale il secondo posto al XXIII premio letterario ‘Valle Senio’ 2012. “Il profumo del sud” è il suo terzo romanzo. Sposata e con una figlia, vive nella provincia di Ferrara dove gestisce una piccola realtà commerciale.

La mia recensione

Il vocabolario dell’autrice è ricco e variegato, intriso del fascino del passato. La scrittura elegante, poetica, evocativa e le abbondanti metafore contribuiscono a creare un’atmosfera perfetta in cui si intrecciano dialoghi mai scontati che alle volte toccano gli apici austeniani, soprattutto nella prima parte del libro. Ben descritta è la situazione politica americana, con riferimenti chiari e precisi a nomi e luoghi reali – il che lascia ben intendere il lungo lavoro di ricerca svolto dall’autrice -, il tutto ben disciolto nella narrazione o nei dialoghi. Sono spesso citati anche i problemi della lontana Italia, il che è stato molto apprezzato dalla sottoscritta.

La storia è interessante e valida, sebbene la protagonista abbia una fortuna sfacciata nel trovare una straordinaria sistemazione nel Nuovo Continente. I primi approcci tra i due protagonisti sono molto intriganti, passionali, irriverenti per l’epoca. Dopo l’arrivo a destinazione e con il dispiegamento delle vicende assistiamo a salti temporali molto frequenti, anche di un anno intero. Le scene d’azione, tramite l’uso dell’imperfetto, suscitano ansia. Alle volte sarebbe stato opportuno approfondire l’instaurarsi di legami di amicizia definiti successivamente come profondi – vedi Jones, tra l’altro il personaggio che ho amato di più -, tuttavia i personaggi sono realistici, ben descritti.

Le parti che ho più apprezzato sono state l’inizio e la fine del libro. Esse infatti paiono quelle di maggior spessore: l’inizio suscita il gradito senso di attaccamento ai protagonisti mentre il finale, per nulla scontato, può persino causare qualche lacrima.

Un buon ritratto della guerra di secessione americana, con accenni anche alla piaga dello schiavismo, visto con gli occhi di una donna che, a discapito della propria considerazione di sé, è forte e intraprendente. Una lettura consigliata a chi ama il genere storico e romantico.

Valutazione:

4

Intervista all’autrice

Ciao Linda, benvenuta. Cominciamo la nostra chiacchierata.

  • Dalla tua biografia abbiamo appreso come, oltre alla prosa, ti dedichi alla poesia. Quale preferisci scrivere tra le due? Cosa senti più tuo, più intimo?

La poesia è stato il mio primo approccio con il mondo della scrittura, sin da ragazzina amavo dilettarmi in poesie esplorando i sentimenti in ogni loro forma. Pur conservando un bellissimo ricordo di un periodo che mi regalò anche qualche soddisfazione, preferisco dedicarmi alla prosa che sento più ‘mia’, mi completa, mi realizza, mi stimola.

  • Sei sempre stata appassionata di storia? Oppure è accaduto qualcosa di particolare nella tua vita che ha fatto scaturire la scintilla del colpo di fulmine?

Sono un’appassionata di storia sin dai tempi della scuola. Mi affascinano il quattordicesimo e il diciannovesimo secolo, la storia inglese e russa. In particolare l’epoca Tudor di Enrico VIII e dei suoi discendenti. Nella mia libreria conservo ancora le ricerche storiche di quei periodi e una decina di biografie dei monarca inglesi. C’è stato un periodo della mia vita, subito dopo il diploma, in cui presi seriamente in considerazione l’idea di diventare ricercatrice storica ma poi la vita ha scelto diversamente.

  • Raccontaci della rubrica sui romanzi classici che curi su “Io come Autore”.

Conobbi il web-magazine ‘Io come Autore’ quando mi intervistarono per  un articolo dedicato a me e ai miei due scritti. In ogni loro numero c’è sempre uno spazio dedicato a un autore emergente e non. Da lì mi appassionai alla rubrica e decisi di contribuire tentando di avvicinare i lettori al romanzo classico e storico, all’inizio, poi il direttore mi diede carta bianca per proporre i libri che più mi ispiravano.

  • Il libro che ho recensito è il tuo terzo romanzo. Ma prima di parlare di questo ti va di descriverci brevemente i tuoi due romanzi precedenti?

Il mio romanzo d’esordio fu “Destino di un amore”, una storia d’amore contemporanea che si sviluppa nell’arco di settant’anni. Una storia di amori e tradimenti, colpe ed espiazione, la vicenda di due famiglie legate dal vincolo del sangue e perseguitate da un destino crudele. Il secondo “Il rifugio” è un urban-fantasy, in cui do un assaggio del mio amore per la storia. Ne “Il rifugio” tocco temi delicati come la reincarnazione, le dimensioni temporali e i viaggi astrali. È la storia di una tenuta, di un diario addormentato nel passato e di due donne appartenenti a due epoche molto lontane tra loro che condividono gli stessi ricordi. Quest’ultimo mi valse anche il secondo premio al XXIII Premio Letterario ‘Valle Senio’ 2012.

  • “Il profumo del sud”. Un bel titolo per un bel romanzo. Da dove è scaturita l’idea di scrivere una storia d’amore ambientata durante la guerra di secessione?

L’idea, o per meglio dire il desiderio, è  sempre stata insita in me. Era un sogno nel cassetto da tempo. Ho sempre amato la guerra civile americana e sognato di utilizzare la sua ambientazione in un romanzo e, finalmente, con “Il profumo del sud” sono riuscita a realizzare questo desiderio.

  • Sei mai stata negli Stati Uniti? Se sì, hai visitato alcune delle città descritte nel libro? Se no, ti piacerebbe andare proprio lì oppure visitare qualche altro luogo?

Gli Stati Uniti e l’America in generale sono un altro dei miei sogni nel cassetto sin da piccola. Non ho visitato i luoghi descritti, non sentendone l’esigenza essendo un romanzo ambientato nel 1800, come invece accadde per Parigi in “Destino di un amore” e per Londra con “Il rifugio”. In un certo senso, mi sento come se avessi realizzato davvero un viaggio nel tempo: ogni particolare del mio romanzo è documentato, dalle colture al clima, dalle rotte marittime alle condizioni sui piroscafi, dalla vita in trincea agli uomini d’onore che hanno caratterizzato la seconda parte del diciannovesimo secolo in America.

  • Per gli eleganti dialoghi che sei capace di creare ti ispiri a qualche autore classico in particolare?

Considero Jane Austen una sorta di musa ispiratrice da sempre, sin quando da ragazzina aprii il  primo romanzo “Ragione e sentimento”. Ricordo ancora quel giorno. Leggo romanzi storici da che mi ricordo, di autori contemporanei e non, sono letteralmente innamorata della penna di Shakespeare. Chi mi conosce, mi definisce ‘una donna d’altri tempi’ e lo sono. Appartengo al 1800. Scrivere di quel periodo e utilizzarne il linguaggio, per me, è molto più semplice che adeguarmi al lessico contemporaneo.

  • Il tuo personaggio preferito di questo romanzo: chi è e perché?

Ovviamente Justin Henderson. Un connubio perfetto dell’uomo ideale e ne sono innamorata in un angolo remoto del mio cuore, l‘unico personaggio di un mio romanzo a popolare i miei sogni anche di notte. Amo tutto di lui. Il suo carattere focoso e impulsivo, la passione che mette in ogni cosa, la sua spavalderia e arroganza, il suo senso dell’onore, la sua cocciutaggine, il suo essere uomo, amante e amico.

  • Mi è sembrato di capire che Anita/Isabella non rappresenti solo se stessa ma incarni valori particolari, lanci un messaggio tra le righe. È così? Cosa hai voluto trasmettere attraverso il suo personaggio?

Con il suo personaggio ho voluto tramettere l’idea di donna ‘moderna’, per evidenziare che anche nel 1800 era possibile trovare una donna con pensieri propri e un’ indipendenza identica alla nostra. Una donna che non ha avuto paura di rischiare, che si è rimessa in gioco, che non si è nascosta dietro una casata che non le appartiene. In Anita/Isabella c’è un po’ di ognuna di noi: appassionate di libri e di vita, sognatrici e passionali. Un altro tema fondamentale è l’amore per la propria terra, il sudore versato in ogni singolo istante per inseguire un ideale che neppure una guerra può ammutolire. La mia protagonista compie un lungo viaggio: la vediamo ingenua, spaesata e impaurita a osservare la terraferma allontanarsi e la ritroviamo sicura e impavida attraverso gli anni che scorrono. Una donna capace di stabilirsi in una terra straniera, di imporsi al regime maschile assolutistico, una donna capace  di far risorgere una proprietà terriera con le sue sole forze e tanta volontà. Anita/Isabella trova le proprie radici in una terra straniera e il messaggio che voglio lanciare è proprio questo: le radici esistono in ognuno di noi, non muoiono, non si cancellano, qualunque sia il nostro percorso individuale.

  • Jones. Jones mi è molto piaciuto: compassato, intelligente, colto, di grande integrità morale. Hai scelto di farlo entrare in scena per contrastare le peculiarità di Justin? O perché rappresentasse un appiglio/una speranza per Isabella?

In realtà il personaggio di Jones è spuntato all’improvviso. Isabella si era appena chiusa la porta di Villa Spencer alle spalle e, tra la folla e nella mia mente, sono spuntati gli occhi di quest’uomo che giorno dopo giorno si è mostrato molto diverso da come me l’ero immaginata. All’inizio doveva essere solo un personaggio di contorno ma poi, come puntualmente mi accade, i personaggi prendono strade e direzioni proprie imponendo la loro presenza. L’unica cosa chiara era che Jones non avrebbe sostituito Justin e non sarebbe neppure stato un’antagonista. Nella vita di Anita/Isabella c’era spazio per un solo grande amore e Jones ne era consapevole.

  • Nei libri che leggi ami il lieto fine? O preferisci i finali strappalacrime? Chi è il tuo autore contemporaneo preferito?

Io sono più per i finali drammatici, trovo rendano più veritiero il romanzo, ovviamente a seconda della tipologia, ma le storie dove tutto è perfetto e finisce a gonfie vele non mi appartengono. Nei miei libri solitamente c’è almeno una morte. E devi pensare che sono notevolmente migliorata, quando iniziai a scrivere ricordo che in un romanzo morivano quasi tutti compresa la protagonista! Amo la penna di Zafòn e quella di Philippa Gregory. E, da appassionata di storia, ho trovato insuperabili “I pilastri della terra” e “Mondo senza fine” di Follet.

Grazie Linda per essere stata con noi. Ti auguro buona fortuna per i tuoi scritti.

Ti ringrazio infinitamente per la tua disponibilità e gentilezza e per questa intervista. Per me è stato un vero piacere essere intervistata da te e ne approfitto per dirti che al più presto leggerò il tuo romanzo “Tregua nell’ambra”.

E se volete parlare con Linda Bertasi o seguire la sua attività, vi lascio i suoi contatti.

Email: bertasilinda@gmail.com

Blog: http://lindabertasi.blogspot.it/

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3 Pensieri su &Idquo;“Il profumo del sud” di Linda Bertasi + intervista all’autrice

  1. Pingback: Il profumo del sud – Linda Bertasi | Ispirazione - Il blog di Ilaria Goffredo

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