Nuova rubrica. La poesia del bianco e nero, l’impatto dei colori #1 – Chaplin

Oggi inauguro una rubrica un po’ particolare. In precedenza ho pubblicato, in maniera un po’ confusa lo ammetto, una serie di immagini – dipinti o foto d’epoca – che trovavo particolarmente belli – qui. In questi giorni però ho scovato fotografie particolarmente interessanti su wired.it; esse, corredate da approfondimenti e curiosità, saranno oggetto di questa breve rubrica. Non trovate anche voi che scene e volti dal passato acquistino un senso di realtà differente, una volta ricolorati?

Charlie Chaplin

 

Tutti conosciamo Charlie Chaplin così, come Charlot:

Chaplin, Charlie (Circus, The)_01

 

Che ne pensate invece di questa fotografia?

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Si tratta di uno scatto del 1916, oggi ricolorato; l’attore aveva 27 anni. Ma conosciamo meglio Charlie Chaplin.

Charlie Chaplin (Londra 1889 – Corsier-sur-Vevey, Svizzera 1977) è stato un attore, regista e produttore cinematografico britannico. Sir Charles Spencer Chaplin iniziò la sua carriera ancora bambino come attore di music-hall e di pantomime. Nel 1910 si recò in tournée negli Stati Uniti con una compagnia di comici, e decise di rimanervi. Fece la sua prima apparizione sullo schermo nel 1913 in un film del regista Mack Sennett. In Charlot si distingue (1914) introdusse il personaggio – oggi famoso in tutto il mondo – del ‘piccolo vagabondo’ dai pantaloni larghi e sformati, grosse scarpe, bombetta e bastone da passeggio: nel corso della sua carriera, Chaplin avrebbe interpretato questo ruolo ormai classico in più di settanta film. Nel 1919 collaborò alla fondazione della United Artists Corporation, con la quale continuò a lavorare sino al 1952.

Tra i film più importanti diretti, prodotti o interpretati da Chaplin ricordiamo Il vagabondo (1915), Il monello (1921), Il pellegrino (1923), La febbre dell’oro (1925), Il circo (1928), Luci della città (1931), Tempi moderni (1936), Il grande dittatore (1940), Monsieur Verdoux (1947), Luci della ribalta (1952) e Un re a New York (1957). Chaplin fu poi sceneggiatore, regista e interprete di La contessa di Hong Kong (1967), nonché compositore delle colonne sonore per la maggior parte dei suoi film.

La febbre dell'oro (1925) è uno dei più celebri film di Charlie Chaplin, che qui vediamo accanto a Georgia Hale nel ruolo di Charlot, l'eterno vagabondo, squattrinato anche nell'Alaska dei cercatori d'oro.

La febbre dell’oro (1925) è uno dei più celebri film di Charlie Chaplin, che qui vediamo accanto a Georgia Hale nel ruolo di Charlot, l’eterno vagabondo, squattrinato anche nell’Alaska dei cercatori d’oro.

L’attore inglese mise a punto uno stile di recitazione del tutto personale, derivato dai clown circensi e dai mimi, in cui combinava eleganza acrobatica, ricchezza gestuale, espressività facciale e un infallibile senso dei tempi comici. Simbolo universalmente riconosciuto di un’indistruttibile individualità capace di sopravvivere a ogni avversità e persecuzione, tale ruolo gli valse presso la critica l’etichetta di attore tragicomico. Chaplin reagì polemicamente all’avvento del sonoro nel cinema facendo rimanere muto il suo Charlot in Luci della città e Tempi moderni; in seguito abbandonò il personaggio che lo aveva reso famoso e si dedicò ad altre caratterizzazioni: Il grande dittatore, una sarcastica parodia del nazismo in cui vennero utilizzate tutte le risorse della registrazione sonora, segna il momento di questa transizione. Nella messinscena dei propri soggetti, Chaplin mescolava satira e pathos, rivelando una profonda partecipazione sentimentale per le vicende dei personaggi.

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Charlie Chaplin in una celeberrima scena di Il grande dittatore (1940), in cui il generale Hynkel – chiara parodia di Adolf Hitler – danza rapito con un mappamondo inseguendo i propri sogni di conquista. Pur adottando costantemente il registro parodico Chaplin, qui impegnato nella doppia veste di regista e interprete, realizzò un duro atto d’accusa delle dittature all’epoca emergenti in Europa, ribadendo con forza la propria vocazione pacifista.

Tra la fine degli anni Quaranta e l’inizio dei Cinquanta, in piena epoca maccartista, Chaplin fu criticato per le sue idee politiche giudicate eccessivamente di sinistra: lasciati gli Stati Uniti nel 1952, si stabilì definitivamente in Svizzera. Nel 1972 tornò per un breve periodo in America per ricevere alcuni premi, tra i quali un Oscar per il suo contributo all’industria cinematografica.

Curiosità

 

  • Nell’intervista esclusiva del 1964 da Limelighters di Oriana Fallaci, Geraldine Chaplin rivelò che né lei né i suoi fratelli erano stati battezzati: suo padre, Charlie, era così profondamente ateo da non aver loro trasmesso neppure la “nozione” di Dio.
  • Chaplin, nel 1915, partecipò a un concorso come sosia di se stesso, all’insaputa della giuria, ma non vinse la competizione, arrivando solamente terzo.[16]
  • Tra il 1942 e il 1943 ebbe una breve relazione con Joan Barry. Nell’ottobre del 1943, la Barry ebbe una figlia, Carol Ann, presunta figlia di Chaplin. Dopo le analisi del sangue, la corte stabilì che la bambina non poteva essere sua figlia. La seconda moglie di Chaplin, Lita Grey, dichiarò invece che non c’erano dubbi riguardo alla paternità di Chaplin e che quest’ultimo aveva pagato i giudici per falsificare le analisi. Carol Ann ricevette un assegno di mantenimento mensile dall’attore fino al compimento dei 21 anni.
  • Charlie Chaplin fu un estimatore del famoso Benny Hill Show (sitcom comica inglese iniziata nel 1969) e invitò l’attore protagonista Benny Hill nella sua casa in Svizzera, dove gli fece vedere la grandissima quantità di filmati dei suoi notissimi sketch.
  • Il 6 novembre 2009 è stata diffusa la notizia che un collezionista dell’Essex, tale Morace Park, si sia aggiudicato a un’asta su eBay per la somma equivalente di 3,50 euro, un contenitore per pellicole al cui interno, del tutto inaspettatamente, è stata ritrovata una pellicola in nitrato di un cortometraggio inedito e finora sconosciuto interpretato da Charlie Chaplin, dal titolo Zepped e dalla durata di circa 7 minuti (fonte: quomedia.diesis.it). Si tratterebbe di un filmato a scopo propagandistico girato nel 1915, realizzato per sdrammatizzare nel pubblico il timore di un bombardamento tedesco sulla Gran Bretagna con l’uso di un dirigibile.
Fonti: Wired, Encarta, Wikipedia
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